La farina integrale fa vivere più a lungo

Una dieta ricca di cereali integrali e altri prodotti vegetali a basso contenuto di grassi saturi e colesterolo può ridurre il rischio di malattie cardiovascolari e alcuni tipi di cancro. In particolare il consumo di prodotti confezionati con grano intero è incoraggiato da differenti agenzie per la salute pubblica e i dati a supporto di questa indicazione sono ormai molti.

I cereali integrali possono influenzare molteplici processi fisiologici: la funzione intestinale e l’assorbimento, la sensibilità all’insulina, l’ossidazione, l’emostasi e persino l’immunità. Si è visto come i beta-glucani, ingredienti chiave in avena e orzo, abbassano i livelli serici di colesterolo, così come i livelli di insulina a digiuno siano ridotti in chi mangia cereali integrali.

Sappiamo con precisione quanto grano integrale bisogna mangiare per essere sicuri di ottenere una riduzione significativa del rischio?

Le indicazioni in questo senso sono piuttosto generiche o imprecise. Il World Cancer Research Fund 2007 raccomanda di mangiare cereali non trasformati ad ogni pasto, mentre negli stati Uniti e in Canada la raccomandazione è che almeno la metà dei cereali assunti sia integrale. Nei paesi scandinavi è consigliata l’assunzione di almeno 75 g al giorno di cereali integrali.

A sostegno degli effetti positivi del grano integrale arriva una recente metanalisi, pubblicata sul British Medical Journal, che conferma e rafforza queste considerazioni e fornisce precise stime sugli effetti esercitati da specifiche quantità di cereali integrali. Nell’analisi sono stati inclusi i risultati di 45 studi clinici che hanno associato il consumo di grano intero alla cardiopatia coronarica, all’ictus, alle malattie cardiovascolari, all’incidenza di neoplasie e alla mortalità. Venti studi sono europei, 16 sono stati condotti negli Stati Uniti, e nove in Asia.

Per quanto riguarda la malattia coronarica, il rischio relativo è risultato di 0.81 per l’assunzione di 90 gr/giorno di grano integrale, senza ulteriori riduzioni fino ad un consumo di 210 g/giorno. Considerando come endopoint lo stroke, il rischio relativo consumando 90 g/giorno di cereali integrali era 0,88, senza ulteriore riduzione del rischio sopra 120-150 g/giorno. La stessa quantità di grano integrale ha evidenziato un rischio relativo di 0.78 per le malattie cardiovascolari, di 0.95 per le neoplasie e di 0.83 per la mortalità complessiva.

Questo studio fornisce nuove conferme sul benefico effetto dei cereali integrali, che dimostra una chiara associazione tra il loro consumo e una riduzione del rischio per malattia coronarica, malattie cardiovascolari, neoplasie, malattie respiratorie, malattie infettive e diabete.

 

Aune D, et al. Whole grain consumption and risk of cardiovascular disease, cancer, and all cause and cause specific mortality: systematic review and dose-response meta-analysis of prospective studies. BMJ 2016; 353. (Published 14 June 2016)

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Sentitevi liberi di contribuire!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

12 − 1 =