In rapido aumento il rischio di malattie cardiovascolari in Cina

Circa un adulto di mezza età su 10 adulti, in Cina è ad alto rischio di malattie cardiovascolari, tuttavia l’uso di terapie di riduzione del rischio è sorprendentemente basso. È questo quanto emerge da un progetto di screening nazionale cinese, i cui risultati sono stati pubblicati su Annals of Internal Medicine.

Le malattie cardiovascolari in Cina

Le malattie cardiovascolari in Cina, nel solo 2015, hanno rappresentato il 40% di tutti i decessi e questa forte incidenza sembra però destinata ad aumentare a causa dell’invecchiamento della popolazione e dell’aumento della prevalenza di fattori di rischio, come ipertensione, diabete e fumo. Identificare e modificare questi fattori nelle persone ad alto rischio di malattie cardiovascolari avrebbe un impatto considerevole sulla salute della popolazione. Mancano però informazioni a livello nazionale sulla prevalenza e il trattamento dei fattori di rischio cardiovascolari.

Il China PEACE Million Persons Project

Per ovviare a questa lacuna, un gruppo di ricercatori del Centro Nazionale per le Malattie Cardiovascolari in Cina ha studiato la prevalenza, le caratteristiche e il trattamento dei fattori ad alto rischio cardiovascolare tra 1,7 milioni di persone incluse nel China PEACE Million Persons Project, un progetto nazionale di screening per le malattie cardiovascolari finanziato dal governo e basato sulla comunità, con una gestione condotta nella Cina continentale. Tra i partecipanti, di età compresa tra 35 e 75 anni, il 9,5% presentava un rischio elevato di malattia cardiovascolare. Di quelli con alto rischio malattie cardiovascolari, solo lo 0,6% e il 2,4% hanno riferito di usare statine e aspirina, rispettivamente. Secondo gli autori, questi risultati indicano che esiste un’enorme opportunità per la mitigazione del rischio nella popolazione cinese.

Il commento editoriale

Gli autori di un editoriale di accompagnamento, dell’Università di Tulane, sostengono che le stime di prevalenza per le malattie cardiovascolari riportate nello studio, molto probabilmente sottostimano il vero carico della malattia in Cina. Suggeriscono che questo studio è un importante invito all’azione per i paesi a reddito medio-basso, con popolazione numerosa.

 

 

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