Diabete e artrite: una possibile cura non farmacologica con gli ultrasuoni

Due recenti studi, pubblicati questa settimana sulla rivista Nature Communications, hanno esplorato il possibile uso nei roditori degli ultrasuoni, per modulare l’attività dei nervi e trattare l’artrite infiammatoria e l’iperglicemia. I risultati suggeriscono che questo approccio non farmacologico potrebbe essere usato in futuro per trattare disturbi infiammatori e metabolici.

La stimolazione nervosa

La stimolazione nervosa può essere utilizzata per trattare una serie di malattie, tra cui infiammazione, diabete e disturbi gastrointestinali. Tuttavia, gli approcci attuali richiedono l’uso di elettrodi impiantati e sono limitati a stimolare i grandi nervi o quelli vicini alla superficie della pelle.

Artrite infiammatoria e stimolazione nervosa

Daniel Zachs e colleghi dimostrano che l’applicazione quotidiana di ultrasuoni alla milza dei topi riduce la gravità dell’artrite infiammatoria. Mostrano anche che il trattamento ha portato a cambiamenti nelle popolazioni di globuli bianchi B e T, e che l’efficacia del trattamento è stata ridotta negli animali privi di queste cellule.

Stimolazione nervosa, infiammazione e glicemia

In uno studio separato, utilizzando modelli di ratto e topo, Chris Puleo, Vicky Cotero e colleghi hanno applicato gli ultrasuoni alla milza e ridotto la risposta infiammatoria alle endotossine batteriche. La riduzione dell’infiammazione è risultata simile ai livelli che derivano dall’impiego della stimolazione del nervo vago.

Quando hanno preso di mira il fegato con gli ultrasuoni, hanno modulato la regolazione dei livelli di glucosio nel sangue, in modo tanto efficace quanto la stimolazione vagale nella soppressione dell’iperglicemia in risposta all’esposizione a una endotossina. Hanno anche scoperto che la risposta nel fegato si verificava solo quando venivano colpiti specifici luoghi dell’organo, noti per contenere i neuroni sensoriali del glucosio.

Un potenziale di cura promettente

Questi studi suggeriscono che la stimolazione ad ultrasuoni può potenzialmente sostituire i dispositivi impiantabili per condizioni che sono suscettibili ad un trattamento con neuromodulazione. Tuttavia, sono necessari ulteriori studi per confermare questi riscontri anche nell’uomo. In questo senso, una sperimentazione clinica è già in corso per esplorare l’uso di ultrasuoni non invasivi per i pazienti con artrite reumatoide.

 

Daniel P. Zachs, et al. Noninvasive ultrasound stimulation of the spleen to treat inflammatory arthritis. Nature Communications, 2019,10:951.

 

Victoria Cotero, et al. Noninvasive sub-organ ultrasound stimulation for targeted neuromodulation. Nature Communications, 2019,10:952.

 

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