Encefalopatia traumatica cronica: caratterizzati gli accumuli di proteina tau

Un articolo pubblicato nei giorni scorsi sulla rivista Nature descrive assemblati di proteine ​​che compaiono in un disturbo neurodegenerativo causato da ripetuti colpi alla testa, come nel caso delle lesioni causate da attività sportive.

L’encefalopatia traumatica cronica

L’encefalopatia traumatica cronica è caratterizzata dall’accumulo e dall’aggregazione di una proteina chiamata tau, simile a quella osservata nella malattia di Alzheimer. Questo nuovo studio mostra che gli assemblati di sostanza tau in nell’encefalopatia traumatica cronica sembrano leggermente diversi da quelli presenti nella malattia di Alzheimer, anche se è la stessa proteina tau che caratterizza entrambi le situazioni patologiche. I risultati di questa sperimentazione dimostrano che sottili variazioni nella forma degli assemblati di sostanza tau definiscono singole malattie neurodegenerative.

L’encefalopatia traumatica cronica colpisce i partecipanti agli sport di contatto, come il pugilato e il football americano (leggi precedente articolo su questo argomento), così come il personale ex-militare e le persone che hanno subito abusi fisici. I sintomi della malattia possono essere problemi di comportamento, umore e pensiero. In genere non iniziano fino a molto tempo dopo le lesioni, peggiorano nel tempo e possono causare demenza. Sebbene gli aggregati di proteine ​​tau siano stati precedentemente identificati come aventi un ruolo nella progressione dell’encefalopatia traumatica cronica, mancava una descrizione dettagliata della loro struttura.

La struttura della proteina tau

Sjors Scheres, Michel Goedert e colleghi hanno determinato le strutture della proteina tau dal cervello di tre individui con encefalopatia traumatica cronica: un giocatore di football americano e due pugili. Hanno scoperto che le strutture degli aggregati di proteina tau sono identiche nei tre individui, ma differiscono da quelle viste in altre malattie neurodegenerative associate alla presenza della proteina tau, come il morbo di Alzheimer.

Gli autori suggeriscono che la struttura appena descritta può essere di aiuto nella progettazione di test diagnostici specifici per la malattia. I risultati possono migliorare la nostra comprensione di come i traumi cerebrali possono portare alla formazione di questi aggregati proteici e potrebbero guidare lo sviluppo di trattamenti che ne prevengano l’accumulo.

 

 

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