Home Cardiologia Rivascolarizzazione coronarica: come evitare l’ischemia residua

Rivascolarizzazione coronarica: come evitare l’ischemia residua

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PREMIER stent metallico/Courtesy Boston Scientific

All’incontro annuale dell’American College of Cardiology a New Orleans, negli Stati Uniti, sono stati presentati i risultati dello studio DEFINE PCI, che valutato il livello di ischemia residua rilevato nei pazienti dopo interventi coronarici percutanei (PCI). Questo studio ha evidenziato che 1 su 4 pazienti trattati con PCI standard ha lasciato il laboratorio con ischemia residua (iFR <0,90), misurando il pullback iFR. 

Lo studio DEFINE PCI 

Sponsorizzato da Philips, lo studio DEFINE PCI ha coinvolto circa 500 pazienti ed è stato guidato da ricercatori della Cardiovascular Research Foundation (USA), del Duke Clinical Research Institute (USA) e dell’Imperial College London (Regno Unito). 

La PCI è un trattamento minimamente invasivo di rivascolarizzazione che viene eseguito in corso di uno studio angiografico. Diversi studi hanno rivelato che una parte significativa dei pazienti trattati con stent coronarici continua a manifestare dolore toracico in seguito a PCI, portando ad un aumento del tasso di ripetizione delle procedure con i corrispondenti maggiori costi.  

Lo studio DEFINE PCI mostra che l’attuale approccio alla PCI ha dei limiti per identificare le posizioni delle lesioni arteriose fisiologicamente significative in pazienti affetti da malattia coronarica. Lo studio ha mostrato che l’81,6% dei pazienti con ischemia residua aveva una stenosi focale non trattata.  

Identificare con precisione la sede delle lesioni 

Un’ulteriore analisi dei dati dello studio ha mostrato che se tutte le stenosi focali fossero state identificate e trattate con successo, solo 1 su 20 pazienti avrebbe ancora un’ischemia residua. Questo indica che per ottenere una migliore rivascolarizzazione è indispensabile identificare con precisione le posizioni delle lesioni che causano ischemia.  

“I risultati dello studio DEFINE PCI rivelano l’opportunità per i medici di ottimizzare i risultati procedurali e potenzialmente aiutare più persone a beneficiare pienamente della PCI”, ha detto Allen Jeremias, ricercatore principale dello studio DEFINE PCI. “Il fatto che quasi un quarto dei pazienti avesse un’ischemia residua nonostante un risultato angiografico di successo, dovuto principalmente a lesioni focali che possono essere facilmente trattate, ha importanti implicazioni per migliorare i risultati nei pazienti sottoposti a impianto di stent a livello globale”, ha affermato Gregg W. Stone, MD, Professore di Medicina presso il Columbia University Medical Center. 

 

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