Osteoporosi: bilancio a lungo termine sugli effetti dei trattamenti farmacologici

Circa 10 milioni di adulti statunitensi di età pari o superiore a 50 anni hanno l’osteoporosi e si prevede che tale numero aumenterà con l’invecchiamento della popolazione. Diversi trattamenti farmacologici contro l’osteoporosi hanno dimostrato di ridurre l’incidenza delle fratture a breve termine (fino a 3 anni), ma i risultati di un uso a lungo termine sono incerti.

Una revisione sistematica che valuta i benefici e i danni del trattamento farmacologico a lungo termine dell’osteoporosi e della sospensione del trattamento è stata recentemente pubblicata sulla rivista Annals of Internal Medicine.

Osteoporosi e fratture ossee

Ricercatori finanziati dal National Institutes of Health Office of Disease Prevention e dalla Agency for Healthcare Research and Quality hanno revisionato 35 trial clinici e 13 studi osservazionali. Hanno scoperto che per la maggior parte donne in postmenopausa naïve al trattamento, rispetto al placebo, alendronato assunto per 4 anni ha ridotto le fratture vertebrali e non vertebrali nelle donne con osteoporosi. L’acido zoledronico per 6 anni ha ridotto queste fratture nelle donne con osteopenia o osteoporosi.

Studi controllati osservazionali hanno suggerito che il trattamento a lungo termine con bifosfonati può aumentare il rischio di eventi avversi gravi ma ancora rari, come la frattura femorale atipica e l’osteonecrosi della mandibola (ONJ). Il rischio di frattura femorale atipica appare maggiore con un uso prolungato.

Nelle donne con osteoporosi, il raloxifene per 4 anni, rispetto al placebo, ha ridotto le fratture vertebrali, ma non le fratture non vertebrali e aumentato il rischio di trombosi venosa profonda ed embolia polmonare.

Nelle donne con osteoporosi o osteopenia sconosciuta, la terapia ormonale orale da 5 a 7 anni ha ridotto fratture cliniche e fratture dell’anca rispetto al placebo, ma questo è stato compensato da un aumento del rischio per malattie cardiovascolari e deterioramento cognitivo e aumento del rischio di cancro mammario invasivo.

Effetti a lungo termine

I dati non erano sufficienti per trarre conclusioni sui benefici e i danni dell’uso a lungo termine di altri farmaci per l’osteoporosi approvati dalla FDA, tra cui risedronato, ibandronato, denosumab, teriparatide e abaloparatide.

Né la prosecuzione dell’alendronato oltre i 5 anni né l’acido zoledronico oltre i 3 anni, rispetto alla sospensione, hanno ridotto le fratture all’anca o altre fratture non vertebrali, riducendo solo le fratture vertebrali, ma in modo incoerente. Inoltre, scarsi dati osservazionali hanno suggerito che la continuazione del bifosfonato può aumentare il rischio di frattura femorale atipica rispetto alla sospensione.

Gli effetti collaterali

Secondo il rapporto del National Institutes of Health Pathways to Prevention Workshop che si concentrava sui gap della ricerca sulle terapie farmacologiche a lungo termine per la prevenzione delle fratture osteoporotiche, l’evidenza era insufficiente per determinare se l’implementazione di periodi di sospensione dal farmaco in alcuni pazienti potesse aiutare a ridurre il rischio di alcuni gravi eventi avversi.

Il comitato di lavoro raccomanda ulteriori ricerche in questo settore. Inoltre, raccomandano la ricerca sui trattamenti più recenti e sulle barriere cliniche che impediscono alle persone di essere sottoposte a screening e di aderire ai regimi di trattamento farmacologico dell’osteoporosi.

 

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

8 + due =