Quantità elevate di arsenico nell’acqua possono indurre un’ipertrofia ventricolare

Una nuova ricerca, pubblicata nei giorni scorsi sulla rivista Circulation: Cardiovascular Imaging, indica come l’acqua potabile contaminata dall’arsenico possa portare ad un ispessimento ventricolare nei giovani adulti.

L’arsenico nell’acqua potabile

L’arsenico è spesso presente nell’acqua potabile, anche in quella delle nostre città. Esiste un limite di legge che ammette la presenza di questa sostanza entro il limite dei 10μg/L. Ad esempio, nell’acquedotto di Milano la MM Spa dichiara la presenza dell’arsenico ad una concentrazione inferiore a 2μg/L.

Nelle sue varie forme, l’arsenico è stato usato per anni come insetticida e come trattamento per il legno.

Oggi è ancora usato nei circuiti integrati e nei pannelli fotovoltaici, per la disinfestazione delle case dalle termiti e nella realizzazione dei fuochi d’artificio.

Le persone sono più frequentemente esposte all’arsenico attraverso l’acqua potabile nelle aree in cui le acque sotterranee sono contaminate, tra cui molte comunità tribali indiane d’America e altre comunità rurali e suburbane negli Stati Uniti.

L’arsenico può aumentare il rischio di malattie cardiovascolari

“Le persone che bevono acqua da pozzi privati, che non sono regolamentati, devono essere consapevoli del fatto che l’arsenico può aumentare il rischio di malattie cardiovascolari. Testare quei pozzi è un primo passo fondamentale per agire e prevenire l’esposizione”, ha detto Gernot Pichler, autore principale dello studio e specialista medico di medicina interna, Dipartimento di Cardiologia all’ospedale di Hietzing / Heart Center Clinic Floridsdorf a Vienna, in Austria, collaboratore scientifico presso l’istituto di ricerca sanitaria INCLIVA a Valencia, in Spagna, e studioso presso il Dipartimento di scienze della salute ambientale presso la Columbia University di New York.

In precedenza, diversi studi avevano dimostrato che l’esposizione all’arsenico aumenta il rischio di malattie cardiache e dei suoi fattori di rischio, tra cui l’ipertensione e il diabete. Questo è il primo studio a rivedere il problema giovani indiani americani dell’Oklahoma, dell’Arizona e del Nord e Sud Dakota.

Lo studio

I ricercatori hanno esaminato i dati del Strong Heart Family Study, uno studio che valuta i fattori di rischio cardiovascolare tra gli indiani d’America. L’esposizione all’arsenico è stata misurata in campioni di urina da 1.337 adulti (età media 30,7 anni, 61% donne). Le dimensioni, la forma e la funzione dei loro cuori sono state valutate con un ecocardiogramma. Nessuno dei partecipanti aveva diabete o malattie cardiache all’inizio dello studio, durato cinque anni.

Complessivamente, l’esposizione all’arsenico è risultata superiore rispetto alla popolazione generale degli Stati Uniti, ma inferiore a quella riscontrata in altri studi condotti in Messico e in Bangladesh.

I ricercatori hanno dimostrato che un aumento di due volte dell’arsenico nelle urine si registrava un 47% di probabilità in più di rilevare un’ipertrofia del ventricolo sinistro e del 58% in più in quelli ipertesi.

“L’associazione più forte in soggetti con pressione sanguigna elevata suggerisce che le persone con cardiopatia pre-clinica potrebbero essere più inclini agli effetti tossici dell’arsenico sul cuore”, ha detto Pichler.

Limiti e rilevanza dello studio

Lo studio è limitato dalla presenza di una sola misura di esposizione all’arsenico e dalla mancanza di follow-up a lungo termine dei partecipanti. Sebbene questo studio sia stato condotto nelle popolazioni tribali degli Stati Uniti del nord, del centro e del sud-ovest, secondo Pichler, i risultati saranno probabilmente generalizzabili a milioni di persone in altre zone rurali esposte a livelli arsenicali bassi o moderati nella loro acqua.

“Lo studio solleva la questione se i cambiamenti nella struttura del cuore sono reversibili se l’esposizione è ridotta. Alcuni cambiamenti si sono verificati nelle fonti di acqua nelle comunità di studio, e sarà importante verificare il potenziale impatto sulla salute della riduzione dell’esposizione all’arsenico “, ha detto Pichler.

“Gli studi osservazionali possono stimolare la ricerca futura su fattori genetici, ambientali e clinici per far luce sulla relazione tra arsenico e malattie cardiovascolari”, ha dichiarato l’autore di un editoriale, Rajiv Chowdhury, Unità di Epidemiologia Cardiovascolare, Dipartimento di Salute Pubblica e Primary Care, University of Cambridge, Regno Unito “Questi studi sono importanti poiché le malattie cardiovascolari rimangono l’unica causa principale di morte prematura degli adulti in tutto il mondo e milioni di individui a livello globale sono esposti all’arsenico e ad altri contaminanti metallici”.

 

 

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