Pacemaker, ICD, CRT: una busta antibatterica avvolge lo stimolatore e riduce le infezioni

Uno studio sponsorizzato dall’azienda produttrice di stimolatori cardiaci Medtronic, pubblicato recentemente sul New England Journal of Medicine, ha dimostrato come l’utilizzo di un involucro antibatterico attorno allo stimolatore ha determinato una riduzione delle infezioni in sede di impianto.

Pacemaker, ICD e CRT: le infezioni della tasca

I dispositivi elettronici impiantabili cardiaci sono strumenti che hanno contribuito in modo determinante a prolungare la vita e migliorarne la qualità in molti pazienti con malattie cardiache. Tra questi vi sono i più semplici pacemaker, impiegati in caso di rallentamenti eccessivi della frequenza cardiaca, ma anche i più sofisticati defibrillatori impiantabili, per il trattamento delle aritmie ventricolari, e i dispositivi di risincronizzazione cardiaca.

Con l’invecchiamento della popolazione il numero di impianti continua a crescere di anno in anno, ma questo si accompagna inevitabilmente ad un corrispondente aumento delle complicanze legate al dispositivo. Tra queste, una delle più temute è l’infezione della tasca sottocutanea dove viene inserito lo stimolatore. Si stima che il rischio di infezione sia compreso tra lo 0,5% e l’1%, per un primo impianto e tra l’1% e il 5 % in caso di sostituzione del dispositivo.

L’aspetto più grave delle infezioni della tasca di impianto è che queste possono diffondersi fino al cuore, viaggiando lungo i cateteri stimolatori, e causare quindi una pericolosa endocardite infettiva.

Una busta antibatterica

Questo nuovo studio valuta l’efficacia di una busta riassorbibile ad eluizione di antibiotici, in cui viene inserito lo stimolatore, nel ridurre l’incidenza dell’infezione associata all’impianto.

Con un disegno randomizzato e controllato, sono stati inclusi nello studio 6983 pazienti sottoposti a revisione della tasca di impianto, sostituzione del generatore, aggiornamento del sistema o a un primo impianto di un sistema di risincronizzazione/defibrillazione cardiaca.

L’endpoint primario considerato era l’infezione della tasca con conseguente estrazione o revisione del sistema, terapia antibiotica a lungo termine con recidiva dell’infezione o morte, entro 12 mesi dalla procedura di impianto.

Efficacia e sicurezza: i risultati

Sono stati creati due gruppi di pazienti: il primo ha incluso 3.495 in cui il dispositivo era avvolto dalla busta e il secondo 3.488 pazienti in cui la busta non è stata utilizzata.

L’endpoint primario si è verificato in 25 pazienti nel primo gruppo e in 42 pazienti del secondo gruppo (hazard ratio 0,60).

L’endpoint di sicurezza, che considerava la comparsa di complicanze correlate alla procedura o correlate al sistema, entro 12 mesi dall’impianto, si è verificato in 201 pazienti del primo gruppo e in 236 pazienti del secondo (hazard ratio 0,87).

Una nuova strategia per evitare le infezioni

Fortunatamente le infezioni della tasca di impianto degli stimolatori cardiaci non è un evento poi così frequente. Questo grazie anche alle strategie di prevenzione che prevedono l’utilizzo di un antibiotico nel periodo postoperatorio.

Quando però avviene, l’infezione in sede di impianto è una complicanza temibile, potenzialmente mortale. L’uso aggiuntivo di questo nuovo involucro antibatterico sembra poter aiutare a ridurre ulteriormente il tasso delle infezioni, senza creare una maggiore incidenza di complicazioni procedurali.

È probabile che l’azione locale degli antibiotici intrisi nella busta agisca in modo più efficace rispetto agli antibiotici somministrati per via sistemica.

 

Franco Folino

 

Khaldoun G. Tarakji, et al. Antibacterial Envelope to Prevent Cardiac Implantable Device Infection. N Engl J Med 2019; 380:1895-1905.

 

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