La salinità degli oceani sta cambiando e influenza gli eventi climatici

Secondo i ricercatori che lavorano nell’ambito dell’iniziativa Climate Change Initiative dell’ESA, la precisione con cui gli scienziati che studiano il clima possono valutare la salinità degli oceani è destinata a migliorare drasticamente.

La salinità, insieme alla temperatura, determina la densità dell’acqua e gioca un ruolo fondamentale nel regolare la circolazione oceanica globale, conosciuta come circolazione oceanica termoalina.

A sua volta, questo enorme flusso, che si perpetua scorrendo tra i continenti, può esercitare importanti effetti sul clima del nostro pianeta.

La salinità degli oceani

Il team di ricerca, guidato da Jacqueline Boutin di LOCEAN e Nicolas Reul di Ifremer, ha generato il dataset globale sulla salinità satellitare più preciso mai realizzato.

Il set di dati si basa sulle osservazioni di tre missioni satellitari, nell’arco di nove anni, che hanno misurato la salinità della superficie del mare dallo spazio: la SMA dell’ESA e le missioni statunitensi SMAP e Acquario.

“Combinando e confrontando le misurazioni dei vari radiometri della missione, la precisione delle mappe della salinità superficiale del mare è migliorata di circa il 30%, grazie all’aumento del numero di misurazioni e alla riduzione dell’errore di calibratura”, commenta il dott. Boutin.

La Climate Change Initiative

Il progetto di ricerca fa parte della Climate Change Initiative dell’ESA, un programma incentrato sulla generazione di prodotti di dati globali derivati ​​da satellite a lungo termine per 22 variabili climatiche essenziali.

Sulla base di 40 anni di osservazioni empiriche dallo spazio, l’iniziativa sostiene la Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici e il gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici.

Salinità, circolazione oceanica ed eventi climatici

La salinità della superficie marina è collegata direttamente ai modelli di circolazione oceanica basati sulla densità che trasferiscono il calore dai tropici ai poli. I cambiamenti regionali sono legati anche a eventi climatici interannuali periodici come El Niño.

La salinità è implicata nell’intensificazione del ciclo globale dell’acqua. Le misurazioni della salinità della superficie del mare e della temperatura della superficie del mare, che determinano lo spessore dello strato misto superficiale, hanno il potenziale per aiutare a comprendere lo sviluppo di eventi meteorologici estremi come i cicloni.

Le misurazioni della salinità raccolte dagli anni ’50 indicano tendenze globali delle aree saline dell’oceano che diventano più salate e le aree di acqua dolce che diventano ancor meno salate. I dati per questo periodo, tuttavia, sono relativamente grossolani, in quanto presi dalle navi. Solo dall’inizio del XXI secolo una flotta di boe oceaniche, denominata Argo, ha fornito misurazioni della salinità sotto la superficie.

Monitorare la salinità dallo spazio

Secondo il dott. Boutin, “Monitorare la salinità dallo spazio aiuta a risolvere le scale spazio-temporali che non sono adeguatamente campionate da piattaforme in-situ e colma le lacune nel sistema di osservazione.

Il team sta attualmente lavorando con gli scienziati del clima per confrontare questo set di dati osservativi con dataset in-situ e l’output di modelli. Questo controlla che i modelli funzionino in modo efficace e aiuta a perfezionare e migliorare le prestazioni.

Per dimostrare il beneficio dei nuovi dati, il progetto utilizzerà i nuovi dati sulla salinità in una serie di indagini sul clima per migliorare la comprensione del ciclo dell’acqua nel Golfo del Bengala, un’area soggetta a gravi cicloni tropicali.

Permetterà agli scienziati di comprendere il ruolo della salinità sulla stratificazione dello strato superiore dell’oceano e degli scambi aria-mare.

I risultati del progetto sono stati presentati la scorsa settimana al Living Planet Symposium dell’ESA in Italia.

 

 

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