La fusione fredda: tra mito e realtà

Il mito della fusione fredda, il processo che potrebbe fornire quantità illimitate di energia pulita, sembra dover restare tale ancora a lungo. A distanza di oltre 30 anni dalle prime dichiarazioni sulle potenzialità di questo processo, un gruppo di ricercatori descrive gli sforzi per dare nuovo vigore alle sperimentazioni sulla fusione fredda.

Un articolo pubblicato online sulla rivista Nature è il primo rapporto pubblico del loro programma. Non è stata dimostrata alcuna evidenza scientifica sulla fusione fredda, ma i risultati dello studio potrebbero essere utili ad altre aree della scienza e della tecnologia.

La fusione fredda: l’energia pulita per il futuro

Nel 1989, la fusione fredda fu annunciata come il futuro dell’energia pulita, ma fu rapidamente messa da parte dopo ripetuti tentativi falliti di riprodurre il fenomeno in modo affidabile e ripetitivo. Per la maggior parte degli scienziati, studiare la fusione fredda è diventato un argomento tabù e il finanziamento di tale ricerca è stato in gran parte scoraggiato. Tuttavia, un gruppo di scienziati si è recentemente riunito per sondare questo cold case scientifico, usando ancora una volta tecniche di laboratorio più moderne, per vedere se alcuni elementi cruciali erano stati trascurati.

I presunti effetti termici

Curtis Berlinguette e colleghi hanno voluto indagare le condizioni in cui i presunti effetti termici e nucleari anomali potrebbero potenzialmente essere realizzati. La loro speranza era quella di fornire informazioni utili per poter riaprire il dibattito sull’argomento e, nel caso fossero state trovate prove certe sulla realizzabilità della fusione fredda, fornire esperimenti di riferimento affidabili per il controllo esterno.

La fusione fredda rimane ancora elusiva, ma il progetto ha dimostrato quanto sia difficile raggiungere le condizioni in cui si ipotizza possa avere luogo. Ciò suggerisce che il fenomeno potrebbe ancora essere in attesa di essere realizzato, anche se questa possibilità sta diventando sempre più remota.

Tuttavia, anche se la ricerca sulla fusione fredda si risolve in un vicolo cieco, queste indagini offrono nuove conoscenze sui materiali e sugli strumenti sperimentali che potrebbero giovare ad altri campi di ricerca. Ad esempio, gli autori hanno escogitato nuovi modi per misurare piccoli cambiamenti nell’energia termica, che potrebbero migliorare la precisione di vari esperimenti futuri.

Gli autori concludono che c’è ancora un valore nell’investigare i sistemi che si suppone sostengano la fusione fredda, anche se la fusione fredda non si materializzerà mai.

 

 

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