Microbioma: le influenze su malattie infiammatorie intestinali, diabete e parti prematuri

Le panoramiche di come la salute umana è influenzata dall’attività dell’ospite e del microbioma sono presentate in tre articoli dallo Human Microbiome Project (iHMP), pubblicato online su Nature and Nature Medicine questa settimana.

L’iniziativa ha studiato i cambiamenti nel microbioma e nell’ospite in corso di malattie infiammatorie intestinali (IBD), prediabete, gravidanza e nascita pretermine.

Il microbioma umano

Il microbioma umano, ovvero il genoma di tutti i microrganismi che risiedono all’interno del corpo umano, varia tra individui, popolazioni e ambienti. È noto che influenza in modo significativo la salute dell’uomo. L’iHMP esplora le dinamiche temporali del microbioma e dell’ospite, come le risposte immunitarie e il metabolismo, usando metodi multi-omici per comprendere l’interazione microbica-ospite in queste condizioni.

Salute e microbioma

Curtis Huttenhower e colleghi hanno studiato 132 individui con malattie infiammatorie intestinali e partecipanti sani di controllo. In un documento sulla rivista Nature, gli autori identificano le alterazioni nella composizione del microbioma, i cambiamenti nelle molecole derivate dall’ospite e dal microbioma nell’intestino e i cambiamenti nell’espressione genica. Lo studio fornisce la descrizione più completa fino ad oggi mai realizzata delle attività ospite e microbica in corso di malattie infiammatorie intestinali e potrebbe fornire approfondimenti sull’insorgenza e sulla progressione della malattia.

Diabete tipo 2: interazione tra ospite e microbioma

In un secondo articolo pubblicato su Nature, il gruppo di Michael Snyder riporta l’interazione tra l’attività dell’ospite e del microbioma nel prediabete, una condizione che può portare al diabete di tipo 2, ma spesso non diagnosticata. I ricercatori hanno studiato 106 individui sani e prediabetici per quattro anni, analizzando i cambiamenti molecolari, genetici e microbici. Hanno scoperto modelli che definiscono lo sviluppo precoce della malattia, che in alcuni casi può consentire l’individuazione precoce del diabete di tipo 2.

Microbioma vaginale e rischio di parto prematuro

Un articolo pubblicato sulla rivista Nature Medicine descrive il contributo del microbioma vaginale al rischio di parto prematuro, la cui incidenza è superiore al 10% in tutto il mondo. Gregory Buck e colleghi hanno studiato 1.527 donne durante la gravidanza, rivelando cambiamenti nel microbioma vaginale associati al rischio di parto prematuro (con meno di 37 settimane di gestazione), in particolare nelle donne di origine africana.

Ad esempio, le donne che avevano avuto un parto pretermine avevano livelli più bassi di Lactobacillus crispatus, rispetto a quelle che avevano avuto gravidanze a termine. Hanno anche identificato un numero di batteri diversi che erano sovrarappresentati nelle donne che avevano avuto un parto pretermine. Questo studio può portare un significativo contributo per aiutare a prevedere la nascita pretermine già all’inizio della gravidanza.

 

 

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