L’evoluzione del sonno negli animali e nell’uomo: il pesce zebra dorme come noi

Secondo un articolo pubblicato questa settimana sulla rivista Nature, il pesce zebra, il cui nome scientifico è Danio rerio, sembra avere stadi del sonno simili a quelli di mammiferi, uccelli e rettili. L’importanza di questa scoperta non sta nella particolare caratteristica del sonno di questi pesci, ma nella possibilità che il sonno, come gli esseri umani, potrebbe essere emerso fino a 450 milioni di anni fa.

Un pesce “simile” all’uomo

Il danio zebrato è probabilmente il modello animale più utilizzato negli studi di sviluppo e di funzione di geni. Una delle ragioni del suo ampio utilizzo in questo campo è che il suo genoma è molto simile a quello umano.

Le fasi del sonno, nell’uomo e negli animali

Il sonno è stato descritto in tutti i rami del regno animale usando criteri comportamentali e, nel caso degli umani, sono stati identificati i suoi principali segni distintivi elettrofisiologici. Questo ha permesso di classificare le fasi del sonno, tra cui il sonno REM, caratterizzato da rapidi movimenti degli occhi.

Questi stati di sonno sono stati trovati anche in altri mammiferi, uccelli e rettili, ma non è ancora chiaro se i pesci e gli anfibi, i primi antenati comuni degli esseri umani, sperimentino questi stessi stati.

Il sonno del pesce zebra

Philippe Mourrain e colleghi hanno misurato l’attività cerebrale insieme al movimento degli occhi, alla dinamica muscolare e alla frequenza cardiaca delle larve di due settimane di pesce zebra durante il sonno. Utilizzando queste misurazioni, gli autori sono stati in grado di identificare le prime firme del sonno neuronale in questo tipo di pesci. Hanno identificato vari stati del sonno, tra cui lo slow-bursting, il sonno profondo e REM-coupled con le firme muscolari caratteristiche, incluse quelle di cuore e occhi. Gli autori suggeriscono che questi risultati potrebbero contrassegnare le funzioni ancestrali del sonno che sono essenziali tra i vertebrati.

 

 

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