La polipectomia eseguita assumendo un anticoagulante non fa aumentare il rischio di sanguinamento

I pazienti che assumono anticoagulanti orali, sottoposti a polipectomia a freddo per piccoli polipi, mentre continuavano il loro trattamento antitrombotico, non hanno evidenziato un’aumentata incidenza di sanguinamento grave, rispetto a quelli sottoposti a polipectomia termica che avevano seguito un bridging con eparina.

Sono questi i rassicuranti dati di uno studio multicentrico, randomizzato e controllato, pubblicati in questi giorni sulla rivista Annals of Internal Medicine.

I polipi del colon e il rischio di cancro

Quando vengono identificati polipi intestinali, questi vengono solitamente rimossi nel corso dell’esame endoscopico per ridurre il rischio di una successiva degenerazione della neoformazione in cancro del colon. Se un paziente in quel momento sta assumendo farmaci anticoagulanti, la procedura li espone ad un rischio di sanguinamento.

Il livello di questo rischio dipende anche dal tipo di strumento utilizzato per la polipectomia. In questo campo vi sono differenze nelle raccomandazioni delle linee guida sulla gestione della terapia anticoagulante nei pazienti sottoposti a polipectomia.

Continuare gli anticoagulanti o sospenderli?

I ricercatori dell’Osaka International Cancer Institute hanno assegnato 182 pazienti, reclutati in 30 centri del Giappone, a due diversi gruppi di trattamento. Il primo gruppo ha continuato la terapia anticoagulante e ha subito polipectomia a freddo, mentre il secondo gruppo ha interrotto l’assunzione del loro anticoagulante e gli è stata somministrata eparina per alcuni giorni prima e dopo la polipectomia con ansa termica.

I pazienti di entrambi i gruppi sono stati ricoverati per la procedura. I ricercatori hanno scoperto che la percentuale di sanguinamento nel primo gruppo era inferiore a quella del secondo gruppo (circa il 5% rispetto al 13%).

In entrambi i gruppi i medici non hanno osservato sanguinamenti non controllati durante la procedura. Il gruppo trattato con ansa a caldo ha avuto un tempo di procedura medio più lungo e una degenza ospedaliera più lunga rispetto all’altro gruppo di pazienti.

Secondo gli autori, questi risultati mostrano non solo la non-inferiorità ma anche la superiorità della polipectomia con mantenimento a regime del trattamento anticoagulante, rispetto alla procedura con ansa a caldo e bridging con eparina.

 

 

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