Le maree dell’Oceano Artico studiate dal satellite

Siamo tutti consapevoli del flusso e riflusso della marea ogni giorno, ma comprenderlo a fondo è importante per una serie di attività marittime e di monitoraggio ambientale, come operazioni di ricerca e salvataggio, rotte di navigazione ed erosione costiera. Le maree dell’Oceano Artico sono particolarmente difficili da capire, ma un nuovo modello prodotto utilizzando i dati satellitari dell’ESA potrebbe far luce su ciò che sta accadendo in questa zona remota.

Le misurazioni delle maree

In molte aree dell’oceano le misurazioni dirette in situ delle maree oceaniche sono rare. Ciò significa che è necessario sviluppare modelli di marea per colmare le lacune nelle osservazioni.

A causa della sua posizione, l’Oceano Artico si rivela più difficile monitorare, a causa della scarsità di osservazioni in situ, della frequente presenza di ghiaccio marino e per una batimetria scarsamente documentata. La batimetria, ovvero la profondità e la forma del fondo oceanico, è cruciale per lo studio delle dinamiche oceaniche e per la sicurezza delle navi.

Arctide2017

Arctide2017 è un atlante di marea ad alta risoluzione dell’Oceano Artico. Sviluppato da NOVELTIS, DTU Space e LEGOS. Combina i dati altimetrici dei satelliti Envisat e CryoSat dell’ESA nel set di dati più completo utilizzato nella regione artica per ottenere informazioni sulle maree.

Le missioni di altimetria satellitare vengono spesso utilizzate per stimare le informazioni sulle maree oceaniche, tuttavia questa tecnica richiede una serie di dati satellitari di lunga durata per ricavare stime accurate, di solito più di 10 anni.

CryoSat è tradizionalmente usato per determinare i cambiamenti nello spessore del ghiaccio, ma il suo altimetro radar può anche misurare i cambiamenti nel livello del mare. Inoltre, grazie alla sua orbita insolitamente alta che la porta vicino ai poli, la missione CryoSat può anche fornire informazioni sulle maree in regioni che non sono campionate da altre missioni satellitari di altimetria.

Anche il numero di osservazioni sull’altimetro aumenta verso i poli, a causa del modo in cui i satelliti circondano la Terra. Ciò consente agli scienziati di stimare le informazioni sulle maree per periodi di tempo più brevi, in particolare proprio nell’Oceano Artico.

Arctide2017 si basa sulla modellazione con assimilazione dei dati per i principali componenti di marea lineare, tuttavia i componenti di marea non lineari non sono ancora stati prodotti – fino ad ora.

Maree lineari e maree non-lineari

Le informazioni sulle maree estratte dalle osservazioni satellitari sull’altimetria sono generalmente affidabili solo per “maree lineari”, che descrivono la marea come il semplice risultato dell’attrazione gravitazionale della Luna e del Sole.

Tuttavia, altri fattori influenzano le maree come la batimetria e le coste, generando componenti di marea “non lineari”. In acque poco profonde, una parte significativa del segnale di marea è dovuta a questi componenti, che causano maree molto complesse. Un modo per stimare queste maree è attraverso la modellistica delle maree.

Mathilde Cancet, un ingegnere scientifico di NOVELTIS commenta: “Grazie alla risoluzione della griglia del modello e all’elaborazione specifica delle osservazioni di altimetria assimilate, l’atlante regionale di marea Arctide2017 supera i modelli regionali e globali concorrenti nella maggior parte delle regioni dell’Oceano Artico. Il modello di marea di Arctide andrà a beneficio delle misurazioni del livello del mare dell’altimetria satellitare nell’Oceano Artico, nonché di vari utenti finali come modellisti e altre parti interessate nel settore marittimo.”

 

 

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