Le maniglie della metropolitana di Londra ospitano molti batteri resistenti agli antibiotici

La resistenza antibiotica è uno dei problemi emergenti di sanità pubblica. Nonostante le continue raccomandazioni delle società scientifiche e dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, si fa ancora troppo spesso un cattivo uso degli antibiotici, con prescrizioni non appropriate o assunte in modo non corretto. Comportamenti che hanno portato alla selezione di ceppi batterici che non rispondono alle terapie con gli antibiotici a nostra disposizione.

Anche l’auto-prescrizione di questi farmaci contribuisce a sviluppare fenomeni di resistenza antibiotica (vedi recente articolo sull’argomento).

I batteri della metropolitana

Un gruppo di ricercatori, coordinati dalla University of East London, ha deciso di analizzare la composizione batterica che si raccoglie sulle superfici comunemente toccate dei luoghi pubblici, come le stazioni della metropolitana e i centri commerciali di Londra. L’analisi si è poi estesa alle aree pubbliche negli ospedali della capitale britannica.

Lo scopo era quello di valutare quanti ceppi di batteri resistenti agli antibiotici fossero presenti su queste superfici. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista Scientific Reports.

Gli stafilococchi resistenti agli antibiotici

Hermine Mkrchytan e colleghi hanno tamponato le superfici comunemente toccate nella zona est e ovest di Londra per confrontare i livelli di stafilococchi resistenti agli antibiotici, un gruppo di batteri noti per causare infezioni nell’uomo. Sono stati raccolti campioni da superfici come maniglie delle porte, braccioli e sedili dei servizi igienici nelle aree pubbliche e in due ospedali accessibili al pubblico, come reception, bagni pubblici, corridoi e ascensori.

Dai campioni recuperati, gli autori hanno identificato un totale di 600 singoli stafilococchi. Di questi, 281 (46,83%) hanno mostrato resistenza a due o più antibiotici, più comunemente alla penicillina antibiotica (80,42%), seguita dall’acido fusidico (72,4%) e dall’eritromicina (54,45%).

Una percentuale più elevata di batteri resistenti a più farmaci è stata trovata in aree pubbliche all’interno degli ospedali (49,5%) rispetto alle strutture pubbliche non ospedaliere (40,66%) e in campioni raccolti da East London (56,7%) rispetto a West London (49,96%).

Attenzione agli ospedali

Gli autori affermano che questi risultati potrebbero riflettere il maggiore uso di antibiotici negli ospedali e una maggiore densità di popolazione nella zona est di Londra.

All’interno dei campioni è stata trovata una serie diversificata di geni che conferiscono resistenza agli antibiotici, alcuni dei quali non erano stati identificati in precedenza. Ulteriori analisi potrebbero aiutare a stabilire da dove sono nati i batteri resistenti agli antibiotici presenti in queste aree.

 

 

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