Allarme Sargassum: l’alga rossiccia che sta invadendo le spiagge dei Caraibi

Nel corso dell’ultimo mese, enormi quantità di alghe di Sargassum si sono spiaggiate sulle coste del Messico, della Florida e in alcune isole dei Caraibi, creando un grave problema ambientale e causando il caos per l’industria turistica.

Sargassum è una grande alga marrone, avvistata per la prima volta da Colombo durante il suo viaggio nelle Americhe. In mare aperto, Sargassum è un habitat importante per le specie marine, fornendo cibo, rifugio e aree di riproduzione. Tuttavia, quando si raccoglie lungo le coste, marcisce, producendo un odore pungente e attirando le mosche.

Il Sargassum e il riscaldamento globale

Il Sargassum, come altra vegetazione marina galleggiante, assorbe l’anidride carbonica atmosferica – un importante gas serra che contribuisce al riscaldamento globale – attraverso la fotosintesi e lo converte in carbonio organico.

Un articolo pubblicato recentemente su Science, The great Atlantic Sargassum belt, illustra in dettaglio come gli scienziati hanno rintracciato questa macroalga marrone utilizzando 19 anni di dati satellitari. L’anno scorso, ad esempio, la cintura marrone ha toccato un picco, estendendosi per 8.850 km dall’Africa occidentale al Golfo del Messico, circa la stessa lunghezza della Grande Muraglia cinese.

L’articolo suggerisce che la sua crescita sia stata stimolata dalla deforestazione e dal deflusso di fertilizzante dal Rio delle Amazzoni, che scarica nell’Oceano Atlantico. Basato su simulazioni al computer, lo studio conferma che le alghe di Sargassum prendono forma in risposta alle correnti oceaniche.

Un rischio per il turismo e la salute

L’alga ha causato problemi dal 2011, tra il Mar dei Caraibi, il Golfo del Messico e la Florida. Secondo quanto riferito, il governo messicano ha speso milioni di dollari nel tentativo di rimuovere oltre 500.000 tonnellate di alghe dalle sue spiagge.

Josef Aschbacher, direttore dei programmi di osservazione della Terra dell’ESA, ha dichiarato: “La fioritura di quest’anno è particolarmente negativa, causando un rischio per la salute pubblica e colpendo l’industria del turismo. In risposta a una richiesta dell’Agenzia spaziale messicana, stiamo contribuendo a fornire immagini satellitari di questo disastro.”

Sargassum can be seen surrounding the coast of Puerto Aventuras, just south of Cancun, Mexico. This image, which was acquired on 7 July 2019, has been processed in a way that highlights vegetation in red tones. The pink shades in the ocean show floating Sargassum, while the dark shades are most likely underwater Sargassum. The blue indicates shallow waters. Copyright processed by Ocean Virtual Laboratory

Le osservazioni dal satellite

Nell’ambito dell’iniziativa ESA per l’osservazione della terra della scienza per la società, l’ESA ha unito le forze con CLS-NovaBlue Environment, per monitorare il Sargassum galleggiante nell’area dei Caraibi, utilizzando i dati dei satelliti di osservazione della Terra. Il progetto consente l’integrazione dei dati delle missioni Copernicus Sentinel-2 e Sentinel-3 per integrare i dati dei sensori di colore dell’oceano MODIS-Aqua e MODIS-Terra per calcolare un indice giornaliero di Sargassum.

Inoltre, l’Ocean Virtual Laboratory è una piattaforma virtuale finanziata dall’ESA, che consente agli oceanografi di scoprire le acque del mondo. Il laboratorio virtuale utilizza oltre 350 set di dati, dati Copernicus Sentinel e modelli in situ per migliorare la comprensione scientifica dei processi oceanici e costieri.

Craig Donlon, scienziato principale per gli oceani e il ghiaccio dell’ESA, ha dichiarato: “I dati di osservazione della Terra sono importanti input per i servizi e le organizzazioni incaricate di monitorare le masse di Sargassum in mare, contribuendo a prevedere quando arriveranno a terra e permettendo alle comunità locali di agire e pianificare gli interventi”.

 

 

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