Canaglifozin riduce gli eventi cardiovascolari, nei pazienti diabetici, anche in prevenzione primaria

Canagliflozin è in grado di ridurre gli eventi cardiovascolari, nonché l’aggravamento dell’insufficienza renale, nei pazienti con diabete di tipo 2 e insufficienza renale cronica. Questi in estrema sintesi i risultati di un recente studio, pubblicato con libero accesso sulla rivista Circulation.

Canaglifozin

Canagliflozin è un farmaco antidiabetico utilizzato per migliorare il controllo della glicemia nelle persone con diabete di tipo 2, in monoterapia od in associazione con altri farmaci antidiabetici. Fa parte della classe degli inibitori dell’SGLT2, la proteina 2 di trasporto sodio-glucosio, che promuove il riassorbimento del glucosio dalla filtrazione glomerulare alla circolazione ed è così responsabile di circa il 90% del riassorbimento del glucosio renale.

Mentre è stato dimostrato che canagliflozin riduce il rischio di un aggravamento ell’insufficienza renale nei pazienti con diabete di tipo 2 e insufficienza renale cronica, non è chiaro se fornisca o meno benefici a livello cardiovascolare. Alcuni studi hanno peraltro dimostrato una riduzione del rischio di infarti e di insufficienza cardiaca utilizzando questo farmaco.

Lo studio CREDENCE

Lo scorso giugno sono stati pubblicati sul New England Journal of Medicine i risultati dello studio CREDENCE (Canagliflozin and Renal Events in Diabetes with Established Nephropathy Clinical Evaluation), che ha dimostrato come nei pazienti con diabete di tipo 2 e malattie renali, il rischio di insufficienza renale ed eventi cardiovascolari era inferiore nel gruppo canagliflozin rispetto al gruppo placebo.

Questa nuova analisi dello studio ha voluto approfondire la distribuzione dell’incidenza degli eventi cardiovascolari considerando i pazienti trattati in prevenzione primaria o secondaria.

Gli eventi cardiovascolari

I partecipanti allo studio in prevenzione primaria sono risultati più giovani (61 anni versus 65 anni) e più frequentemente di sesso femminile, rispetto a quelli valutati in prevenzione secondaria.

Canagliflozin ha ridotto il rischio di eventi cardiovascolari maggiori sia in prevenzione primaria (Hazard ratio 0,80) che secondaria (Hazard ratio 0,85).

Sono emerse simili relazioni anche considerando eventi cardiovascolari singoli, quali la morte cardiovascolare (HR 0,78), l’infarto miocardico non fatale (HR, 0,81) e l’ictus non fatale (HR, 0,80).

Gli effetti renali

Nei pazienti trattati con placebo, il rischio per l’endpoint primario, un composito di malattia renale allo stadio terminale, raddoppio della creatinina sierica o morte renale o cardiovascolare, era comparabile tra il gruppo trattato in prevenzione secondaria e il gruppo trattato in prevenzione primaria (16,4% vs 14,5%). Canagliflozin ha ridotto gli esiti renali, senza evidenza di eterogeneità tra i due gruppi.

La riduzione del rischio cardiovascolare

Questa accurata sottoanalisi dello studio CREDENCE sembra quindi indicare come canagliflozin sia in grado di ridurre eventi cardiovascolari, e l’aggravamento dell’insufficienza renale, non solo nei pazienti trattati in prevenzione secondaria, ma anche in quelli che assumevano il farmaco in prevenzione primaria.

Si tratta di risultati che sottolineano l’importanza di trattare il rischio cardiovascolare residuo anche in pazienti diabetici, con malattia renale, che non abbiano avuto in precedenza eventi di questo tipo.

 

Franco Folino

 

Mahaffey et al. Canagliflozin and Cardiovascular and Renal Outcomes in Type 2 Diabetes and Chronic Kidney Disease in Primary and Secondary Cardiovascular Prevention Groups: Results from the Randomized CREDENCE Trial. Circulation. Originally published11 Jul 2019.

 

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