Gli esseri umani potrebbero essere responsabili dell’estinzione dell’orso delle caverne europeo

Gli esseri umani potrebbero aver svolto un ruolo sostanziale nell’estinzione dell’orso delle caverne europeo, alla fine dell’ultima era glaciale. È quanto prospetta un recente studio, condotto da un gruppo di ricercatori europei e pubblicato sulle pagine di Scientific Reports. I risultati suggeriscono un drastico declino della popolazione dell’orso delle caverne a partire da circa 40.000 anni fa, che ha preceduto il raffreddamento del clima e ha coinciso con la diffusione degli esseri umani, anatomicamente moderni, in Europa.

La ricostruzione del genoma dell’orso

Verena Schuenemann, Hervé Bocherens e colleghi hanno ricostruito 59 genomi mitocondriali di orso delle caverne da campioni di ossa raccolti in 14 siti in Svizzera, Polonia, Francia, Spagna, Germania, Italia e Serbia. Gli autori hanno confrontato questi genomi con 64 genomi mitocondriali precedentemente pubblicati, per illustrare dove vivevano diverse popolazioni di orsi delle caverne e come migravano durante il tardo Pleistocene.

Un antenato comune di 451.000 anni fa

Gli autori hanno identificato cinque principali lignaggi di DNA mitocondriale originati da un antenato comune circa 451.000 anni fa e dispersi in tutta Europa, suggerendo che la distribuzione dell’orso delle caverne fosse più complessa di quanto precedentemente ipotizzato.

Gli autori stimano che le popolazioni di orsi delle caverne siano rimaste relativamente stabili fino a circa 40.000 anni fa, anche durante due periodi freddi e molteplici eventi di raffreddamento. Poiché il raffreddamento del clima nel corso dell’ultima era glaciale è iniziato molto più tardi (circa 30.000 anni fa), i risultati suggeriscono che altri fattori, come la caccia da parte dell’uomo, potrebbero aver avuto un impatto notevole sulla sopravvivenza degli orsi.

Il raffreddamento del clima, e la conseguente ridotta disponibilità di cibo dalle piante, potrebbero aver frammentato la popolazione globale degli orsi in varie sottopopolazioni che hanno abitato piccoli ecosistemi con climi più moderati e una ricca offerta di piante diverse. Interrompendo la connettività tra queste sottopopolazioni, gli umani potrebbero aver giocato un ruolo decisivo nell’estinzione della specie.

 

 

 

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