La ricerca di materiali in grado di eliminare i batteri dai veicoli spaziali

I batteri crescono ovunque, anche all’interno della Stazione Spaziale Internazionale. Ecco perché l’ESA ha selezionato l’Istituto di scienza e tecnologia del Lussemburgo (LIST) per sviluppare trattamenti superficiali antimicrobici per l’interno di veicoli spaziali.

L’istituto lussemburghese ha lanciato il suo progetto di ricerca di 18 mesi, denominato “ESA NBactspace”, il 4 marzo 2019, al fine di garantire la salute e la sicurezza degli astronauti durante le future missioni.

I batteri nello spazio

I patogeni batterici stanno diventando resistenti agli antibiotici, mentre i rivestimenti superficiali standard progettati per contrastare la crescita si basano su particelle di metallo pesante, come argento e rame. Metalli che possono però costituire un rischio di tossicità nell’ambiente chiuso di un veicolo spaziale. Mentre cerchiamo di esplorare ulteriormente il nostro Sistema Solare, è importante che i progettisti di missione proteggano gli astronauti dalla contaminazione microbica, algale e parassitaria, nonché dalla tossicità delle nanoparticelle.

LIST è stato incaricato di sviluppare rivestimenti antimicrobici privi di metalli pesanti, che forniscono la stessa efficienza nello spazio con l’utilizzo di materiali non tossici di origine biologica, quali molecole estratte da piante o materiali a base di lignina o peptidi antimicrobici trovati nei batteri.

L’obiettivo è quello di non rilasciare particelle nel veicolo spaziale o di rilasciare una concentrazione molto bassa di particelle biodegradabili o biocompatibili non tossiche.

Materiali che distruggono gli agenti patogeni

Due modi comuni per evitare che i patogeni si leghino alle superfici sono attraverso materiali che distruggono questi agenti patogeni al loro contatto o superfici che fanno diffondere la loro attività verso l’esterno. LIST mira a costruire una nuova, efficiente combinazione di entrambi questi meccanismi, utilizzando materiali di origine biologica o sintetici che siano biologicamente compatibili.

“Lo studio applicativo fa seguito alla ricerca condotta sulla Stazione Spaziale Internazionale come la serie di esperimenti MATISS che stanno testando rivestimenti comuni”, afferma Malgorzata Holynska dell’ESA, ingegnere dei materiali e dei processi, “i risultati contribuiranno notevolmente a una migliore conoscenza e definizione degli standard da seguire in ambienti ristretti come i veicoli spaziali, ma anche per applicazioni sulla Terra.”

La ricerca applicata potrebbe avere impatti socioeconomici importanti, oltre a sviluppare un’alternativa sostenibile e praticabile ai rivestimenti superficiali a base di metalli pesanti. Si prevede che la tecnologia potrebbe essere trasferita ad altri ambienti, come ad esempio l’ambito ospedaliero e per gli impianti o i dispositivi medici.

 

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