Ingeriamo più microplastiche di quanto pensiamo, persino dall’acqua in bottiglia

Le campagne per ridurre l’utilizzo di oggetti in plastica monouso si stanno moltiplicando in tutto il mondo. Le ragioni non sono puramente legate alla conservazione dell’ambiente e degli animali, ma hanno anche importanti ricadute per la nostra salute.

A confermarlo è un nuovo studio, pubblicato sulla rivista Annals of Internal Medicine, che ha esaminato campioni di feci umane rivelando come inavvertitamente le persone mangino migliaia di minuscole particelle di plastica ogni anno.

Nella materia fecale sono stati rilevati vari tipi di microplastiche, suggerendo che le particelle di questa sostanza derivano da molte fonti differenti tra loto. I risultati di questa ricerca sono stati presentati in anteprima lo scorso anno nel corso della United European Gastroenterology Week.

La plastica nella catena alimentare

Più di 350 milioni di tonnellate di plastica vengono prodotte ogni anno e alcune di esse inquinano l’ambiente. Le microplastiche o particelle di plastica di dimensioni inferiori a 5 mm possono essere ingerite da organismi marini e possono quindi entrare nella catena alimentare.

I ricercatori dell’Università medica di Vienna e dell’Agenzia per l’ambiente dell’Austria hanno studiato campioni di feci umane di otto adulti che vivevano in Europa e in Asia, per cercare la presenza di microplastiche e determinare se fossero ingerite involontariamente.

Tutti e otto i campioni di feci sono risultati positivi per le microplastiche, con una mediana di 20 microplastiche per 10 g di feci umane (l’escrezione giornaliera di feci di un adulto medio è di circa 100 g).

Il polietilene e il polietilentereftalato rappresentavano la maggior parte della plastica trovata nelle feci umane. I ricercatori hanno anche rilevato altri sette tipi di plastica, suggerendo che ci sono molte diverse fonti di ingestione.

Le fonti di microplastiche

Secondo la letteratura, l’assunzione annuale stimata di microplastiche va da 123 a 11.000 particelle da molluschi; da 37 a 1.000 particelle dal sale; e da 4.400 a 5.800 particelle dall’acqua di rubinetto.

Le microplastiche provenienti dall’aria rappresentano da 13.731 a 68.415 particelle ingerite all’anno, mentre anche l’acqua in bottiglia può contribuire in modo consistente all’ingestione di microplastiche, con una media di 118-325 particelle per litro, per un totale di 90.000 microplastiche all’anno se l’assunzione di acqua arriva totalmente da fonti in bottiglia.

Stabilito che ormai chiaramente che ingeriamo quotidianamente quantità non indifferenti di microplastiche, resta ora da stabilire quali sono gli effetti di queste sostanze sulla salute umana.

 

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