In aumento negli USA le endocarditi correlate all’abuso di droghe

Un numero allarmante di persone negli Stati Uniti sta sviluppando endocarditi infettive, in gran parte a causa dell’attuale epidemia di oppioidi. Questa nuova tendenza colpisce principalmente i giovani, i bianchi, i poveri che hanno anche tassi più alti di HIV, epatite C e abuso di alcol. Questa rilevazione, tanto importante quanto allarmante, arriva da una nuova ricerca, pubblicata nei giorni scorsi, con libero accesso, sul Journal of American Heart Association.

L’endocardite infettiva

L’endocardite infettiva si verifica quando batteri o funghi che si trovano nel flusso sanguigno si annidano sull’endocardio delle cavità cardiache e sulle valvole del cuore. Ogni anno quasi 34.000 persone negli USA ricevono cure per questa malattia. La mortalità è elevata con tassi che sono attorno al 20%. Uno dei principali fattori di rischio per l’endocardite infettiva è l’abuso di droghe.

“L’endocardite infettiva correlata all’abuso di droghe è un’epidemia nazionale”, ha affermato l’autore senior dello studio Serge C. Harb, assistente professore di medicina alla Cleveland Clinic Lerner College of Medicine, Cleveland, Ohio. “Questi pazienti sono tra i più vulnerabili: giovani e poveri, e spesso hanno anche HIV, epatite C e abuso di alcol.”

Le infezioni cardiache correlate all’abuso di droghe

I ricercatori hanno analizzato i dati del campione nazionale ospedaliero dal 2002 al 2016, su quasi un milione di pazienti ospedalizzati con diagnosi di endocardite infettiva, per confrontare i pazienti con infezioni cardiache correlate all’abuso di droghe con quelli con infezioni cardiache da altre cause. Il registro è il più grande database disponibile sui ricoveri negli Stati Uniti.

Durante i 14 anni studiati, i ricercatori hanno scoperto che il rapporto di prevalenza per le infezioni cardiache correlate all’abuso di droga è quasi raddoppiato negli Stati Uniti, dall’8% al 16%. Tutte le regioni geografiche hanno visto aumenti. L’incremento più elevato si è verificato nel Midwest a un ritmo di quasi il 5% all’anno.

Endocardite infettiva e abuso di droghe

Lo studio ha inoltre rilevato che i pazienti con endocardite infettiva correlata all’abuso di droghe erano prevalentemente giovani, uomini bianchi (età media 38 anni) e più poveri, con quasi il 42% con un reddito familiare medio nel quartile nazionale più basso.

Avevano inoltre tassi più elevati di HIV, epatite C, presentavano abuso di alcol e avevano avuto degenze ospedaliere più lunghe e costi sanitari più elevati.

Infine, questo gruppo di pazienti ha evidenziato una maggiore propensione a sottoporsi a un intervento chirurgico al cuore, ma meno probabilità di morire durante il ricovero in ospedale. I tassi di mortalità più bassi sono probabilmente dovuti alla loro età significativamente più giovane.

“Le misure di sanità pubblica a livello nazionale devono essere implementate per affrontare questa epidemia, con programmi regionali mirati per supportare specificamente i pazienti a rischio aumentato”, ha affermato il dott. Harb.

“Sono necessarie squadre specializzate, inclusi ma non solo i cardiologi, specialisti in malattie infettive, cardiochirurghi, infermieri, specialisti della dipendenza, case manager e assistenti sociali, per prendersi cura di questi pazienti. Il trattamento appropriato dell’infezione cardiovascolare è solo una parte del piano di gestione. Aiutare questi pazienti ad affrontare i loro comportamenti di dipendenza con supporti sociali e programmi di riabilitazione efficaci è fondamentale per migliorare la loro salute e prevenire le ricadute dell’abuso di droghe.”

 

 

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