Resistenza batterica: un Board permanente per la ricerca di nuovi antibiotici

La resistenza batterica agli antibiotici è un problema allarmante che mette in pericolo la vita di molte persone. Un nuovo articolo, pubblicato sulla rivista Annals of Internal Medicine, contesta però l’idea che la crisi della resistenza agli antibiotici sia peggiore che mai. Gli autori affermano che, in effetti, c’è stato un boom dello sviluppo di nuovi antibiotici, a causa dei molti e ricchi incentivi finanziari messi a disposizione nell’ultimo decennio per riaccendere la ricerca e la produzione di antibiotici innovativi. Tuttavia, molti di questi farmaci in fase di sviluppo sono ridondanti rispetto ad altri già presenti sul mercato e non rispondono ai reali bisogni attualmente non soddisfatti.

Un “Consiglio” per lo sviluppo di nuovi antibiotici contro la resistenza batterica

I ricercatori suggeriscono di coinvolgere esperti clinici, rappresentanti dei pazienti, delle organizzazioni governative, degli industriali e delle organizzazioni non profit, per istituire un Consiglio per lo sviluppo di Developing Antibiotics for Resistant Targets (DART), lo sviluppo di antibiotici per obbiettivi resistenti. Il Consiglio per il DART dovrebbe creare un elenco incentrato sulle infezioni gravi e potenzialmente letali causate da agenti patogeni che dimostrano, o si prevede che sviluppino, un’estrema resistenza ai farmaci. Il Board si concentrerebbe anche su altre importanti esigenze cliniche, come lo sviluppo di antibiotici in formulazione orale, per impedire la necessità di una terapia endovenosa prolungata.

L’elenco sarebbe dinamico perché il Consiglio DART rimuoverà i patogeni estremamente resistenti agli antibiotici, man mano che nuovi antibiotici diventano disponibili per trattarli, e ne aggiungerà di nuovi mentre si sviluppano. Altri paesi potrebbero istituire un Consiglio simile o armonizzarsi con il Board DART statunitense.

L’era postantibiotica

Secondo gli autori, il tradizionale modello imprenditoriale di sviluppo ha fornito molti antibiotici efficaci, ma a costo di ripetuti crolli del sistema di produzione di questi farmaci, nonostante l’aumento dei fenomeni di resistenza. Il prossimo crollo potrebbe essere l’ultimo, portando a un’era postantibiotica. Suggeriscono inoltre che il loro modello è una soluzione sostenibile alla sfida infinita della resistenza agli antibiotici.

Pur in presenza di peculiarità territoriali che possono richiedere specifici interventi su popolazioni batteriche circoscritte, pare però ragionevole un coinvolgimento di esperti a livello internazionale, per concentrare gli sforzi e razionalizzare i costi di ricerca e produzione.

 

 

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