Un sistema per stabilire se un terremoto sarà seguito da altre scosse di maggiore intensità

Un semplice sistema di classificazione, che replica i segnali di un semaforo, e può essere utilizzato per indicare la probabilità di un successivo evento di maggiore intensità a seguito di un primo terremoto, è stato presentato nei giorni scorsi in un articolo pubblicato sulla rivista Nature. L’approccio può aiutare a gestire le risposte dopo un terremoto.

Terremoti e scosse di assestamento

I grandi terremoti sono spesso seguiti da scosse di assestamento che sono difficili da prevedere e talvolta possono essere più grandi dell’evento originale. Attualmente, è difficile determinare se un terremoto è stato una avvisaglia di un evento più grande a venire o è stato il principale evento sismico.

Laura Gulia e Stefan Wiemer hanno analizzato la distribuzione delle dimensioni medie delle scosse di assestamento, definite “valore b”, in seguito alla sequenza sismica Amatrice-Norcia del 2016 in Italia e alla sequenza sismica di Kumamoto del 2016 in Giappone.

Nella maggior parte delle sequenze di scosse di assestamento a seguito di un terremoto di magnitudo 6 o più elevato, il “valore b” aumenterà, il che significa che i piccoli terremoti diventano più probabili rispetto agli eventi più intensi.

Scosse di terremoto più o meno intense

Tuttavia, gli autori hanno identificato che nei terremoti italiani e giapponesi, il “valore b” è diminuito dopo il terremoto iniziale; in entrambi i casi seguì un terremoto di magnitudo più grande, rivelando che il primo era solo un’avvisaglia di un evento successivo più rilevante.

Gli autori suggeriscono quindi che il “valore b” potrebbe fungere da indicatore del fatto che un terremoto più grande seguirà il terremoto iniziale. Propongono un sistema semaforico per classificare la minaccia di scosse di assestamento in tempo reale, in base alle variazioni del “valore b”. Hanno applicato questo sistema a 58 sequenze storiche di terremoti di magnitudo superiore a 6 e sono stati in grado di prevedere se un evento specifico fosse una scossa di assestamento o il terremoto principale con una precisione del 95%.

Gli autori sottolineano che saranno necessarie ulteriori ricerche e investimenti nel monitoraggio sismico in tutto il mondo, per comprendere le implicazioni complete dello studio.

 

 

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