Le coste sono tre volte più vulnerabili all’innalzamento del livello del mare di quanto si credeva

Le coste del mondo sono tre volte più vulnerabili all’innalzamento del livello del mare e alle inondazioni costiere rispetto alle stime precedenti. È l’allarme lanciato da uno studio di modellizzazione pubblicato nei giorni scorsi sulla rivista Nature Communications.

Un nuovo modello di elevazione digitale: il CoastalDEM

Scott Kulp e Benjamin Strauss hanno utilizzato un nuovo modello di elevazione digitale, chiamato CoastalDEM, per valutare l’esposizione della popolazione globale alle variazioni estreme dei livelli delle acque costiere. Il modello ha utilizzato una rete neurale che aiuta a ridurre la distorsione verticale dei modelli precedenti.

Gli autori hanno scoperto che il loro modello stima un totale a livello mondiale di 110 milioni di persone che vivono su terreni al di sotto dell’attuale linea di alta marea e 250 milioni di persone che vivono su terreni al di sotto degli attuali livelli annuali di alluvione. Ciò è in contrasto con le stime precedenti rispettivamente che avevano proposto rispettivamente cifre di 28 milioni e 65 milioni.

Basse emissioni di carbonio o alte emissioni di carbonio?

Usando il loro modello, gli autori suggeriscono che in uno scenario di basse emissioni di carbonio, con emissioni di gas serra che raggiungono il loro picco entro il 2020, 190 milioni di persone occupano terreni che saranno al di sotto del livello del mare previsto per il 2100.

In uno scenario ad alte emissioni, in cui le emissioni di gas serra continuano ad aumentare nel corso del 21° secolo, fino a 630 milioni di persone vivono in tutto il mondo su terreni che saranno al di sotto dei livelli annuali di alluvione previsti per la fine del secolo.

Gli autori stimano che attualmente un miliardo di persone occupi terreni a meno di 10 metri sopra l’alta marea, con 250 milioni di persone che vivono a meno di un metro sopra l’alta marea.

 

 

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