Le cellule staminali dopo infarto miocardico: efficaci grazie a un’attivazione dell’infiammazione

L’impianto di cellule staminali nel miocardio ha dimostrato di poter migliorare la funzione cardiaca quando vengono trapiantate in una parte di tessuto lesionato. Il meccanismo coinvolto sembra essere differente rispetto a quello atteso, basandosi sull’induzione di una risposta immunitaria. Sono questi in sintesi i risultati di uno studio condotto sui topi e pubblicato nei giorni scorsi sulla rivista Nature.

Le cellule staminali per riparare l’infarto miocardico

Da diversi anni migliaia di pazienti hanno già preso parte a studi clinici sulla terapia con cellule cardiache, in cui le cellule staminali adulte vengono iniettate nel tessuto cardiaco danneggiato, solitamente da un infarto. I risultati però sono stati controversi e spesso deludenti.

Prima della sperimentazione umana, quella animale aveva dimostrato possibili, sia pur modesti, benefici di questa tecnica nel migliorare la funzionalità cardiaca. Vi è sempre stata però un’attiva discussione su quelli che potrebbero essere stati i meccanismi alla base degli effetti positivi dell’impianto di cellule staminali.

Le cellule trapiantate generano una risposta immunitaria

In questo nuovo studio, Jeffery Molkentin e colleghi mettono in luce come l’effetto benefico nel loro modello non deriva dalla differenziazione delle cellule staminali, che diventano nuove cellule del muscolo cardiaco contraendosi in modo attivo, così come suggerito da precedenti lavori. Invece, le cellule trapiantate nel miocardio danneggiato generano una risposta immunitaria acuta che coinvolge un gran numero di macrofagi specifici. Queste cellule infiammatorie alterano l’attività dei fibroblasti locali e migliorano di conseguenza le proprietà meccaniche dell’area del tessuto miocardico leso.

Gli stessi effetti sono stati raggiunti quando gli autori hanno iniettato cellule staminali non vitali o hanno trattato gli animali con una sostanza chimica che induceva una risposta immunitaria.

Questa scoperta sembra quindi indicare che è la risposta immunitaria evocata dalle cellule staminali impiantate che aiuto il miocardio a recuperare la sua funzionalità, non l’attività dalle stesse cellule staminali che si integrano nel miocardio nativo.

 

 

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