Un nuovo farmaco per il trattamento dell’emicrania: ubrogepant

Ubrogepant è un nuovo farmaco dedicato al trattamento dei pazienti con emicrania. Un recente studio, pubblicato nei giorni scorsi sul New England Journal of Medicine, ha dimostrato come una percentuale più alta di partecipanti che avevano ricevuto questa terapia, rispetto a quelli trattati con placebo, era rimasto senza dolore a due ore dalla somministrazione.

Ubrogepant

Ubrogepant è un antagonista del recettore del peptide correlato al gene della calcitonina, un neurotrasmettitore espresso nei neuroni trigeminali sensoriali periferici che innervano i vasi sanguigni di meningi e dura madre. Questo trasmettitore viene rilasciato durante un attacco di emicrania.

La sperimentazione clinica su questa molecola, indicata per il trattamento acuto dell’emicrania, è iniziata da alcuni anni, ma è da quest’anno che sono arrivati i primi riscontri sulla sua efficacia clinica e tollerabilità.

Il nuovo farmaco ha dimostrato di inibire la risposta vasodilatatoria nelle arterie intracraniche, senza però esercitare alcun effetto sulle arterie coronarie.

Efficacia e sicurezza di ubrogepant

In questo recente studio, i ricercatori hanno cervato di valutare efficacia e sicurezza di ubrogepant in oltre 1.600 pazienti con emicrania, con o senza aura, e un’età media di 40 anni. Questi sono stati randomizzati in tre gruppi per il trattamento di un singolo attacco di emicrania: placebo, ubrogepant alla dose di 50 mg o ubrogepant alla dose di 100 mg. Lo studio consentiva l’assunzione di una seconda dose del farmaco.

Gli endpoint di efficacia erano la libertà dal dolore a due ore dalla dose iniziale e l’assenza del sintomo più fastidioso associato all’emicrania, nello stesso intervallo di tempo.

Libertà dal dolore

I pazienti che avevano assunto il farmaco, nei due dosaggi hanno evidenziato in maggior percentuale una assenza di dolore a due ore dalla somministrazione, rispetto al placebo: ubrogepant 50 mg 19,2%, da 100 mg 21,2%, placebo 11,8%.

Anche la percentuale di pazienti che hanno centrato il secondo endpoint coprimario, la libertà dal sintomo più fastidioso a due ore, era maggiore nei pazienti trattati con il farmaco rispetto al placebo: ubrogepant 50 mg 38,6%, ubrogepant 100 mg 37,7%, placebo 27,8%. Tra questi, quelli più frequentemente riportati sono stati la fotofobia, la fonofobia e la nausea.

Per quanto riguarda la sicurezza del trattamento, eventi avversi entro 48 ore dalla prima o seconda dose del farmaco sono stati riportati nel 12,8% dei partecipanti del gruppo placebo, nel 9,4% di quelli inclusi nel gruppo ubrogepant 50 mg e nel 16,3% di quelli che avevano assunto il dosaggio maggiore del farmaco. Gli eventi avversi più comuni sono stati nausea, sonnolenza e secchezza delle fauci.

Gli eventi avversi gravi sono stati appendicite, aborto spontaneo, versamento pericardico e convulsioni. Nessuno di questi si è verificato entro le 48 ore dalla somministrazione di ubrogepant.

La scelta della dose

Questo studio evidenzia come ubrogepant manifesti la sua efficacia in pazienti con emicrania acuta solo in una modesta percentuale di casi, circa il 20% dei soggetti studiati. Non è una percentuale molto elevata, se si considera il 12% di remissione del dolore ottenuto con il placebo.

Per quanto riguarda la dose, la comparsa di effetti collaterali è stata più frequente in pazienti che avevano assunto la dose maggiore del farmaco. Considerata la sostanziale sovrapponibilità dell’efficacia per i due dosaggi testati, questi risultati fanno quindi pensare ad un utilizzo di ubrogepant alla dose minore, da 50mg.

Tra gli studi futuri che valuteranno questo farmaco, saranno particolarmente interessanti quelli di confronto con altri medicinali indicati nel trattamento dell’emicrania.

 

Franco Folino

 

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