I cannabinoidi terapeutici non alleviano i disturbi del sonno, né il dolore cronico da cancro

La cannabis utilizzata come medicinale potrebbe non alleviare i problemi del sonno nelle persone con dolore cronico, perché l’uso frequente potrebbe aumentare la tolleranza ai suoi effetti sul sonno. È quanto suggerisce una ricerca preliminare pubblicata recentemente online sul British Media Journal Supportive & Palliative Care.

Un secondo studio pubblicato in contemporanea, sembra indicare che sulla base delle prove attuali i cannabinoidi (i prodotti chimici attivi nella cannabis medicinale) non hanno un ruolo nel dolore correlato al cancro.

Il dolore cronico

Si pensa che il dolore cronico colpisca tra il 19% e il 37% degli adulti nei paesi sviluppati ed è spesso accompagnato da problemi di sonno, tra cui difficoltà ad addormentarsi e dormire, nonché svegliarsi presto.

Nel primo studio, i ricercatori hanno voluto scoprire quale impatto potrebbe avere la cannabis medicinale sui problemi del sonno, in persone di età superiore ai 50 anni, con dolore cronico che durava da almeno un anno.

Hanno valutato la qualità del sonno e i punteggi del dolore di 128 persone che sono state trattate in una clinica del dolore specializzata: 66 di loro hanno usato la cannabis medicinale per gestire i loro problemi di sonno e 62 no.

Cannabis medicinale: meno risvegli notturni

Complessivamente, circa uno su quattro (24%) ha affermato di essersi sempre svegliato presto e di non essere riuscito a riaddormentarsi; uno su cinque (20%) ha riferito di avere sempre difficoltà ad addormentarsi; e circa uno su cinque (27%) ha dichiarato di essersi svegliato durante la notte.

I consumatori di cannabis medicinale avevano usato il farmaco per una media di 4 anni, consumando circa 31 g al mese. La maggior parte (69%) lo fumava, circa il 20% lo aveva usato come olio di cannabis o vaporizzato.

Dopo aver tenuto conto di fattori potenzialmente influenti, tra cui il punteggio medio del dolore, l’età, il sesso, l’uso di altri ausili per il sonno o antidepressivi, i consumatori di cannabis medicinali avevano meno probabilità di svegliarsi durante la notte rispetto ai non consumatori. Non c’erano però differenze tra i due gruppi nel tempo impiegato per addormentarsi o nella frequenza del risveglio precoce.

Maggiori difficoltà ad addormentarsi

Un’ulteriore analisi dei modelli di sonno dei consumatori di cannabis terapeutica ha mostrato che la frequenza d’uso era associata a maggiori difficoltà ad addormentarsi e al risveglio più frequente durante la notte.

“Questo può segnalare lo sviluppo della tolleranza”, suggeriscono i ricercatori, sebbene riconoscano che gli utenti con consumo più frequente potrebbero avere più dolore o essere depressi/ansiosi, che a loro volta potrebbero essere associati a problemi del sonno.

I ricercatori aggiungono: “Questi risultati hanno un grande impatto sulla salute pubblica considerando l’invecchiamento della popolazione, la prevalenza relativamente alta dei problemi del sonno in questa popolazione, insieme al crescente uso di cannabis medicinale”.

Cannabis terapeutica: ridurre il dolore da cancro

Nel secondo studio, i ricercatori volevano scoprire se i cannabinoidi – composti attivi (THC o CBD), estratto di THC, cannabis medicinale e farmaci approvati contenenti cannabis – potessero ridurre efficacemente il dolore da cancro.

Hanno cercato dati da studi clinici che confrontavano l’uso di cannabinoidi con placebo o in aggiunta agli oppioidi per alleviare il dolore da cancro negli adulti.

Hanno riunito i dati di cinque studi pertinenti, che coinvolgevano complessivamente 1.442 persone. L’analisi risultante ha mostrato che i cambiamenti nei punteggi di intensità media del dolore non erano diversi tra quelli che assumevano cannabinoidi e quelli trattati con placebo.

Inoltre, i cannabinoidi erano associati a un rischio significativamente più elevato di effetti collaterali, come sonnolenza e vertigini.

Gli autori concludono che affinché qualsiasi farmaco sia utile, i suoi vantaggi devono superare gli effetti avversi. “Questa revisione sistematica fornisce buone prove del fatto che i cannabinoidi non hanno un ruolo nel dolore correlato al cancro” e non possono quindi essere raccomandati.

 

 

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