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Coronavirus: nuovi dati sui tempi di incubazione e sulla diffusione della malattia

Si susseguono ormai sempre più frequentemente studi scientifici che riguardano il Coronavirus (2019-nCoV). Uno di questi, pubblicato il 29 gennaio con libero accesso sul New England Journal of Medicine, ha presentato una raccolta di dati demografici, sulla cronologia delle esposizioni e i tempi della malattia in pazienti con infezione polmonare confermata.

Coronavirus: uno studio su 425 casi

Questa nuova ricerca ha considerato i primi 425 casi confermati a Wuhan con dati aggiornati al 22 gennaio 2020. I principali risultati emersi dallo studio hanno evidenziato alcuni comportamenti caratteristici della malattia.

L’età mediana dei soggetti infetti è risultata di 59 anni. Per quanto riguarda le differenze di genere vi è una sostanziale parità di soggetti colpiti, con il 56% di pazienti maschi.

Molto si è parlato del luogo di origine della malattia, proponendo come centro di innesco il mercato all’ingrosso dei frutti di mare di Huanan. I dati mettono in luce come in effetti il 55% dei casi esorditi prima del 1 ° gennaio 2020, siano riferibili proprio a questo focolaio. Solo una minima parte dei casi successivi (8,6%) hanno invece avuto origine in questo luogo.

Identificare con precisione il periodo di incubazione è estremamente importante per definire i tempi di quarantena necessari per isolare i casi sospetti. Da questo studio emerge come il tempo di incubazione dell’infezione da coronavirus sia stato di 5,2 giorni, con il 95° percentile posto a 12,5 giorni.

Altro aspetto importante da considerare è la velocità di diffusione della malattia. Si è visto come nelle fasi iniziali l’epidemia raddoppiava il numero di casi ogni 7,4 giorni.

Coronavirus: il tempo passato prima del ricovero

L’intervallo di tempo passato dall’inizio della malattia (per 45 pazienti con insorgenza della malattia prima del 1° gennaio) alla prima visita medica è risultato in media di 5,8 giorni. Nel periodo successivo (1-11 gennaio) l’intervallo è rimasto praticamente lo stesso (4,6 giorni).

Per quanto riguarda i ricoveri, lo studio ha evidenziato un intervallo di 12,5 giorni tra l’esordio della malattia e il ricovero in ospedale nei 44 casi con insorgenza prima del 1° gennaio. Nei pazienti diagnosticati successivamente questo intervallo si è ridotto ad una media di 9,1 giorni.

La trasmissione da uomo a uomo

Gli autori concludono che sulla base dei loro dati vi è evidenza di una trasmissione da uomo a uomo tramite stretti contatti, fin dalla metà di dicembre 2019. Propongono come intervallo di quarantena un periodo di 14 giorni. Prevedono infine che sarà necessario uno sforzo considerevole per ridurre la trasmissione dell’infezione e controllare i focolai.

 

Franco Folino

 

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