Le statine per il trattamento degli xantelasmi, anche se il colesterolo è basso

I ricercatori della Schulich School of Medicine & Dentistry, della Western University di London, in Ontario, hanno osservato la regressione degli xantelasmi in un paziente con livelli lipidici normali dopo il trattamento con una statina. I trattamenti tipici per i pazienti con xantelasmi con livelli lipidici normali comportano rischi e alti tassi di recidiva. Questo interessante caso clinico è stato recentemente pubblicato sulla rivista Annals of Internal Medicine.

Gli xantelasmi e il colesterolo

Gli xantelasmi sono escrescenze benigne e giallastre costituite da colesterolo che si è accumulato sotto la pelle, nella zona al di sopra o intorno alle palpebre. In circa la metà dei casi, sono associati a una ipercolesterolemia familiare. In questi pazienti, la regressione degli xantelasmi può verificarsi con farmaci ipolipemizzanti, come le statine. Tuttavia, molti pazienti con xantelasmi possono avere livelli lipidici del tutto normali. In questi pazienti, le alterazioni cutanee possono essere rimosse con azoto liquido, acido tricloroacetico topico, ablazione laser o escissione chirurgica, ma tutte queste terapie comportano il rischio di cicatrici o pigmentazione residua e alti tassi di recidiva, che può raggiungere il 40%.

La terapia con statine nelle persone con xantelasmi

Per valutare l’effetto della terapia con statine in una persona con xantelasmi, e con livelli normali di lipidi sierici, i ricercatori hanno prescritto 10 mg di rosuvastatina, un farmaco utilizzato per ridurre il colesterolo, principalmente nella frazione LDL, e incrementare il colesterolo HDL, a un paziente di 52 anni con livelli lipidici normali che voleva sbarazzarsi dei suoi xantelasmi per ragioni estetiche.

Entro tre mesi dal trattamento, il livello di colesterolo LDL del paziente era diminuito del 50%, rimanendo costantemente in tale intervallo per i successivi quattro anni. Entro 12 mesi, ha riferito di una qualche regressione dei suoi xantelasmi. Dopo quattro anni di assunzione continuativa della rosuvastatina, le lesioni cutanee erano quasi completamente regredite.

 

 

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