Aprendo imballaggi in plastica generiamo piccole quantità di microplastiche

L’apertura di imballaggi in plastica durante le comuni attività quotidiane, come sacchetti di plastica e bottiglie, può contribuire alla generazione di piccole quantità di microplastiche: minuscole particelle di plastica lunghe meno di 5 mm. È quanto riporta un nuovo studio pubblicato sulla rivista Scientific Reports.

Le microplastiche generate dalle attività quotidiane

In genere si ritiene che le microplastiche provengano direttamente dall’industria, ad esempio come esfolianti cosmetici, o indirettamente dalla rottura nel tempo di articoli di plastica più grandi. Tuttavia, il contributo di determinate attività quotidiane come tagliare, strappare o torcere imballaggi e aprire contenitori di plastica non era mai stato completamente valutato.

Cheng Fang e colleghi hanno monitorato la generazione di microplastiche durante l’apertura di imballaggi di cioccolato, il taglio di nastri sigillanti e l’apertura di tappi di bottiglie di plastica. La generazione di microplastiche durante questi processi è stata confermata mediante test chimici e microscopia.

Le microplastiche che non ti aspetti

Gli autori hanno scoperto che durante lo strappo o il taglio sono state generate diverse forme e dimensioni di microplastiche. Queste includevano fibre, frammenti o triangoli, che variavano in dimensione, andando da grandezze dell’ordine di nanometri, fino ai millimetri. Più frequentemente sono stati generati frammenti e fibre. Gli autori hanno stimato che dalla manipolazione di 300 centimetri di plastica possono essere generati durante il taglio o la torsione 10-30 nanogrammi di microplastiche, vale a dire 0,00001-0,00003 milligrammi, a seconda dell’approccio con cui si cerca di aprire la confezione in plastica e delle caratteristiche della plastica stessa, come rigidità, spessore o densità.

I risultati suggeriscono che attività quotidiane come l’apertura di sacchetti e bottiglie di plastica potrebbero essere fonti aggiuntive di piccole quantità di microplastiche. Tuttavia, il loro rischio, la possibile tossicità e il modo in cui possono essere ingeriti non sono ancora stati chiariti e saranno necessarie ulteriori ricerche sugli effetti dell’esposizione umana a queste sostanze.

 

 

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