Immagine del coronavirus

Un anticorpo monoclonale in grado di neutralizzare il coronavirus

Un passo importante nella battaglia contro il coronavirus è stato compiuto. La prestigiosa rivista Nature Communications ha pubblicato nei giorni scorsi un articolo che presenta un anticorpo monoclonale in grado di neutralizzare il virus SARS-CoV-2 in laboratorio.

Saranno però necessari ulteriori studi per valutare se i risultati ottenuti possano essere applicati in un contesto clinico.

Gli anticorpi contro il coronavirus

Gli anticorpi che neutralizzano i coronavirus tendono a colpire la proteina del picco trimerico (S) sulla superficie del virus, che media l’ingresso nelle cellule ospiti. La proteina S è composta da due subunità: S1 e S2. Queste sono coinvolte rispettivamente nell’adesione alla cellula e nella fusione delle membrane virale e cellulare. Le proteine ​​S di SARS-CoV-2 (ceppo di Wuhan-Hu-1) e SARS-CoV (ceppo di Urbani) hanno sequenze di amminoacidi identiche al 77,5% e strutturalmente molto simili. È noto che questi virus si legano alla proteina ACE2 sulla superficie delle cellule umane attraverso il dominio S1B (uno dei 4 domini core di S1) delle loro proteine ​​di picco.

Al fine di identificare anticorpi che potrebbero potenzialmente neutralizzare SARS-CoV-2, Berend-Jan Bosch e colleghi hanno creato 51 linee cellulari da topi umanizzati che hanno prodotto anticorpi contro la proteina S di diversi coronavirus. Hanno quindi eseguito un’analisi degli anticorpi chimerici (derivati ​​dall’uomo e dai ratti) raccolti per determinare se qualcuno fosse in grado di neutralizzare SARS-CoV-2.

Anticorpi contro il coronavirus: i primi risultati sugli animali

Gli autori hanno scoperto che un anticorpo (47D11) ha mostrato un’attività neutralizzante sia per SARS-CoV che per SARS-CoV-2. Questo anticorpo chimerico è stato quindi riformattato per produrre una versione completamente umana dell’anticorpo.

Inoltre, gli autori hanno dimostrato nella coltura cellulare che 47D11 prende di mira il dominio di legame del recettore S1B di SARS-CoV e SARS-CoV-2. Tuttavia, hanno osservato che l’associazione di 47D11 non interferiva con l’attacco S1B ad ACE2. Ciò suggerisce che 47D11 neutralizza SARS-CoV-2 e SARS-CoV attraverso un diverso meccanismo di interferenza del recettore. Saranno necessari ulteriori studi per determinare il meccanismo preciso.

Gli autori suggeriscono che 47D11, da solo o in combinazione con altri anticorpi neutralizzanti che colpiscono il sottodominio legante il recettore, potrebbe potenzialmente aiutare lo sviluppo futuro di strategie terapeutiche contro il coronavirus.

 

 

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