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Le statine influenzano in modo positivo il microbiota intestinale

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Villi dell'intestino tenue in paziente celiaco/Wikipedia commons

Secondo un’analisi trasversale pubblicata nei giorni scorsi sulla rivista Nature, una particolare configurazione del microbiota intestinale, potenzialmente disfunzionale, nota come Bact2, è più comune nelle persone con obesità.

Lo studio osservazionale rileva inoltre che la prevalenza di Bact2 è inferiore negli individui con obesità che assumono statine. Ulteriori studi, tra cui studi clinici prospettici, sono ora necessari per determinare l’impatto delle statine sul microbiota intestinale nei pazienti obesi.

Le statine e microbiota intestinale

Jeroen Raes e colleghi hanno studiato una coorte trasversale di 888 persone provenienti da Francia, Germania e Danimarca. Hanno scoperto che un particolare profilo di microbiota intestinale, il Bact2, è associato ai valori dell’indice di massa corporea (BMI), aumentando in prevalenza dal 3,9% negli individui magri al 17,7% nelle persone con obesità.

Gli individui con la composizione di Bact2 tendevano ad avere livelli di infiammazione più elevati di quanto ci si aspettava in base al solo valore di BMI, supportando l’idea che Bact2 sia una configurazione disfunzionale del microbioma. Inoltre, gli autori mostrano che Bact2 è negativamente correlato con l’uso di statine: la prevalenza di Bact2 in soggetti con obesità sottoposti a terapia con statine è stata ridotta al 5,9%.

Gli autori hanno replicato questi risultati usando due coorti di validazione di 282 e 2.345 persone, rispettivamente. Avvertono, tuttavia, che sono necessarie ulteriori ricerche per valutare ulteriormente queste associazioni. In particolare, sono necessari studi clinici prospettici per comprendere se i risultati possono essere replicati in una popolazione randomizzata, passo ineludibile prima di considerare l’uso delle statine come potenziali terapie per la modulazione del microbiota.

 

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