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L’esposizione alla luce di notte potrebbe portare a una depressione

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Un recente articolo, pubblicato sulla rivista Nature Neuroscience, evidenzia come i topi esposti a due ore di luce blu di notte, per diverse settimane, mostrino un comportamento depressivo. Il percorso neurale responsabile di questo fenomeno, che è stato chiarito in questo studio, può fornire informazioni su come l’esposizione alla luce eccessiva durante la notte influisce sull’uomo.

Le influenze della luce sull’umore

La luce influenza varie funzioni fisiologiche nei mammiferi, compreso l’umore. Sebbene la terapia della luce applicata di giorno possa avere effetti antidepressivi nelle persone depresse, l’eccessiva esposizione alla luce di notte, dovuta all’inquinamento luminoso o ai dispositivi elettronici, è stata associata a sintomi depressivi.

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Tuttavia, i meccanismi neurali sottostanti questo effetto della luce notturna erano fino ad oggi sconosciuti.

Nel nuovo studio di Tian Xue e colleghi, i topi hanno ricevuto dosi di due ore di luce blu di notte per tre settimane.

Esposizione alla luce di notte e sviluppo di depressione

Gli autori hanno osservato che gli animali hanno impiegato fino a tre settimane per sviluppare progressivamente un comportamento depressivo (misurato in base al comportamento di fuga ridotto e alla riduzione della preferenza per lo zucchero), che potrebbe durare per almeno altre tre settimane dopo la fine dell’esperimento.

Gli autori hanno messo in evidenza un percorso neurale che potrebbe spiegare questi risultati: una connessione tra un tipo specifico di recettore di luce nella retina a due aree cerebrali, il nucleo dorsale periabenulare e il nucleus accumbens. La scoperta è stata possibile evidenziando come il blocco della connessione tra queste due aree impedisca i cambiamenti comportamentali indotti dalla luce notturna.

Gli autori hanno anche scoperto che l’esposizione alla luce durante la notte ha attivato questo percorso molto più fortemente della luce durante il giorno. Ciò può spiegare perché l’esposizione alla luce diurna non abbia causato cambiamenti comportamentali.

Gli autori concludono che se la luce attiva lo stesso percorso nell’uomo, questi risultati potrebbero spiegare perché l’esposizione a un’eccessiva luce notturna è associata a sintomi depressivi.

 

 

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