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La fibrosi sistemica nefrogenica da gadolinio

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Il rene

La fibrosi sistemica nefrogenica è un raro potenziale effetto collaterale dei nuovi agenti di contrasto a base di gadolinio (GBCA). Mancano però chiare stime di queste reazioni avverse tra i pazienti con danno renale acuto e in quelli con fattori di rischio per malattia renale cronica.

Pertanto, sulla base di prove sintetizzate da studi esistenti, i ricercatori consigliano cautela quando vengono usati questi agenti in popolazioni con malattie renali. Questa revisione sistematica è stata pubblicata nei giorni scorsi sulla rivista Annals of Internal Medicine.

La fibrosi sistemica nefrogenica da gadolinio: nuovi e vecchi mezzi di contrasto

La fibrosi sistemica nefrogenica è una condizione debilitante e spesso fatale. E’ causata dalla deposizione di collagene nei tessuti molli e negli organi interni, come cuore, fegato e polmoni. La malattia è associata all’esposizione a GBCA somministrati durante la risonanza magnetica o durante scansioni angiografiche e non ha alcun trattamento definitivo.

Nel 2007, la Food and Drug Administration (FDA) degli Stati Uniti ha rilasciato avvertenze sull’uso di GBCA, riconoscendo il rischio sostanziale di fibrosi sistemica nefrogenica. Si pensa che i GBCA più recenti comportino un rischio nettamente inferiore di sviluppare la malattia. La relativa sicurezza dei nuovi GBCA rispetto ai più vecchi e il grado di disfunzione renale che conferisce il rischio di sviluppare una fibrosi sistemica nefrogenica non era però stato chiarito con precisione.

La fibrosi sistemica nefrogenica da gadolinio: i pazienti con malattia renale preesistente

I ricercatori della Duke University School of Medicine hanno esaminato 32 articoli pubblicati per sintetizzare prove sul rischio di fibrosi sistemica nefrogenica con l’utilizzo di GBCA più recenti rispetto a quelli più vecchi, in tutto lo spettro della funzione renale.

Dei 32 articoli, 20 articoli hanno consentito la valutazione del rischio di sviluppare la malattia e 12 hanno permesso di confrontare il rischio di fibrosi sistemica nefrogenica tra GBCA più recenti e meno recenti. Gli autori hanno scoperto che l’insorgenza della malattia dopo l’esposizione a GBCA più recenti è molto rara. Tuttavia, prove limitate suggeriscono che ulteriori studi su popolazioni di pazienti con malattia renale lieve potrebbero cambiare sostanzialmente queste conclusioni. Pertanto, Lunyera e colleghi hanno concluso che la cautela nell’uso di GBCA nei pazienti con funzionalità renale gravemente compromessa e danno renale acuto rimane buona prudenza. Gli esatti fattori clinici che contribuiscono al rischio di sviluppare una fibrosi sistemica nefrogenica in queste sottopopolazioni sono ancora sconosciuti.

Leggi il nostro recente articolo sull’applicazione dell’intelligenza artificiale alla risonanza magnetica.

 

 

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