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Lopinavir e ritonavir possono causare bradicardia nei pazienti con COVID-19

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I pazienti più anziani e gravemente malati con COVID-19 che sono stati trattati con una combinazione di farmaci antiretrovirali lopinavir e ritonavir hanno sviluppato una bradicardia. Lo afferma una nuova ricerca pubblicata nei giorni scorsi sulla rivista Circulation: Arrhythmia and Electrophysiology.

La combinazione di farmaci antiretrovirali lopinavir e ritonavir è stata precedentemente utilizzata per il trattamento di pazienti con SARS-Cov-1 e MERS-Cov, nonché per i pazienti con HIV-1. Anche tra i pazienti con HIV-1 era stato riportato un rischio di bradicardia.

Bradicardia indotta da lopinavir e ritonavir: una terapia di associazione

In questo piccolo studio preliminare e prospettico, i ricercatori hanno registrato il rischio di bradicardia in pazienti COVID-19, in condizioni critiche, trattati con questa combinazione di farmaci.

Lo studio ha incluso 41 pazienti con COVID-19 ricoverati nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale universitario di Amiens, in Francia, che sono stati trattati con 200 mg di lopinavir e 50 mg di ritonavir, due volte al giorno, per 10 giorni. Tutti i pazienti hanno ricevuto un monitoraggio continuo dell’elettrocardiogramma (ECG).

Tra i pazienti che hanno ricevuto il trattamento di associazione, il 22% ha sviluppato una bradicardia per più di 24 ore. Questa si è manifestata almeno 48 ore dopo l’inizio del trattamento.

La valutazione delle concentrazioni ematiche di ritonavir a 72 ore dall’inizio del trattamento ha mostrato livelli più elevati del farmaco nei pazienti che avevano sviluppato una bradicardia.

Al contrario però non è stata trovata alcuna correlazione tra la concentrazione plasmatica di ritonavir e lopinavir con ivalori di frequenza cardiaca media a 3 giorni dall’inizio del trattamento di associazione.

I pazienti che hanno manifestato bradicardia erano in media più anziani rispetto ai pazienti che avevano ricevuto il trattamento che non presentavano bradicardia: rispettivamente 62-80 anni contro 54-68 anni.

Infine, la bradicardia si è risolta dopo l’interruzione dei due farmaci o la riduzione delle dosi.

Bradicardia indotta da lopinavir e ritonavir: attenzione ai pazienti anziani

I ricercatori hanno osservato che lopinavir e ritonavir hanno complesse caratteristiche farmacocinetiche e che la bradicardia che si sviluppa a seguito della loro somministrazione potrebbe essere un segno di grave compromissione cardiologica o neurologica, poiché è associata a una linfopenia. Questa, a sua volta, sembra riflettere la gravità dell’infezione COVID-19.

Aggiungono inoltre che i medici impegnati nel trattamento di pazienti ricoverati nei reparti di terapia intensiva dovrebbero essere consapevoli di questo potenziale effetto collaterale, al fine di monitorare attentamente i livelli plasmatici di lopinavir e ritonavir, in particolare nei pazienti anziani.

Leggi anche il nostro precedente articolo che presenta uno studio sugli effetti di idrossiclorochina e azitromicina sull’intervallo QTc, quando impiegati in pazienti affetti da COVID-19.

 

 

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