Più di 200 geni coinvolti nella patogenesi del glioblastoma

Più di 200 geni con ruoli già noti e nuovi, coinvolti nella patogenesi del glioblastoma, il tipo più aggressivo di tumore cerebrale, offrono promettenti nuovi bersagli farmacologici. I ricercatori del Wellcome Sanger Institute, l’ospedale di Addenbrooke e i loro collaboratori hanno progettato un nuovo modello murino per dimostrare per la prima volta in che modo una mutazione nel noto gene del cancro, EGFR, innesca il glioblastoma e lavora con oltre 200 altri geni per guidare il cancro.

I risultati, pubblicati recentemente sulla rivista Genome Biology, presentano il primo modello murino del suo genere, che è disponibile per la comunità di ricerca per avanzare nuovi trattamenti per questa forma letale di cancro al cervello.

I geni del glioblastoma: nuovi trattamenti mirati

Il glioblastoma è una forma aggressiva di cancro al cervello. Viene trattato con un intervento chirurgico seguito da chemioterapia o radioterapia, tuttavia le cellule di glioblastoma possono eludere il trattamento e il tumore si ripresenta. Così, la prognosi di questa malattia è pessima – il paziente medio sopravvive per 12-18 mesi dopo la diagnosi.

Nuovi trattamenti mirati e immunoterapie sono attualmente in fase di sviluppo per aiutare i pazienti affetti da glioblastoma. Non è ancora noto esattamente perché i glioblastomi inizino a crescere.

In questo nuovo studio i ricercatori hanno creato un nuovo modello di topo con glioblastoma per studiare quali geni fossero implicati nello sviluppo di questo cancro.

Il modello ha mostrato che il noto gene del cancro EGFR (epidermal growth factor receptor) può da solo avviare nei topi la crescita delle neoplasie cerebrali, risultando in tumori altamente rappresentativi dei glioblastomi umani.

Il dottor Imran Noorani, autore corrispondente, ha dichiarato: “Abbiamo creato un nuovo modello di topo per lo studio del letale tumore al cervello umano, il glioblastoma. Per la prima volta, abbiamo dimostrato che il gene del cancro EGFR è in grado di iniziare il glioblastoma e abbiamo identificato nuovi geni pilota, il cui potenziale per il targeting terapeutico merita ulteriori esplorazioni.”

I geni del glioblastoma: mutazioni presenti sia nell’uomo che nei topi

Per identificare quali geni aiutano EGFR a guidare il cancro, il gruppo ha utilizzato la tecnica del trasposone PiggyBac, una piccola sezione di DNA inserita in diverse parti del genoma per introdurre mutazioni. Ciò ha rivelato più di 200 mutazioni note e nuove nei geni soppressori del tumore che stavano lavorando con EGFR per guidare la crescita del tumore al cervello. Molti dei quali si prospettano come possibili nuovi bersagli farmacologici.

Il gruppo ha confrontato i risultati con le sequenze del genoma umano di pazienti affetti da glioblastoma e ha scoperto molte mutazioni genetiche riscontrate sia nell’uomo che nei topi. I dati genomici umani contengono molte mutazioni implicate nel glioblastoma, senza una chiara indicazione di quali mutazioni specifiche guidino il cancro.

Con il nuovo modello di topo, i ricercatori sono stati in grado di restringere le mutazioni alla base del glioblastoma e si concentreranno in futuro sullo sviluppo di farmaci.

Il professor Allan Bradley ha dichiarato: “I pazienti con glioblastoma necessitano urgentemente di nuove terapie mirate. Sfortunatamente, questi tumori possono diventare altamente resistenti alle terapie che colpiscono molecole specifiche, in quanto vi sono molti altri fattori genetici che possono “assumere” il progresso del cancro. Questo nuovo modello di topo fornisce l’anello mancante per tradurre i risultati di nuovi potenziali trattamenti testati su topi in studi clinici.”

 

 

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

tre × tre =