Dal JACC: la vaccinazione antinfluenzale per ridurre il rischio cardiovascolare

Lo sviluppo di vaccini influenzali stagionali e la produzione di massa potrebbero fornire importanti informazioni per guidare gli sforzi futuri mirati allo sviluppo e alla valutazione di strategie vaccinali per COVID-19. Attualmente sono in corso tre sperimentazioni internazionali sugli esiti cardiovascolari del vaccino influenzale. Una recente revisione, pubblicata sul Journal of the American College of Cardiology, ha fatto il punto sullo stato dell’arte in quest’ambito.

Gli autori del documento hanno anche valutato se le reti esistenti di studi sull’influenza potessero offrire strategie di prevenzione primaria e secondaria per i pazienti con malattie cardiovascolari a rischio di complicanze da COVID-19.

Influenza e malattie cardiovascolari

L’Organizzazione Mondiale della Sanità stima che l’influenza uccida fino a 650.000 persone ogni anno a livello globale. L’influenza è così una delle dieci principali cause di morte tra le persone di tutte le età, in particolare in quelle con una o più comorbidità, come le malattie cardiovascolari.

Inoltre, le epidemie di influenza stagionale sono state associate ad aumenti a livello di popolazione dei ricoveri cardiovascolari e della mortalità. Per questi motivi, le linee guida cliniche raccomandano alla popolazione generale di vaccinarsi contro il visus stagionale dell’influenza ogni anno.

L’arrivo di SARS-CoV-2

Nel dicembre 2019 a Wuhan, in Cina, è emerso SARS-CoV-2, un nuovo coronavirus, che ha generato l’epidemia diffusa della malattia da coronavirus 2019 (COVID-19). L’11 marzo 2020, COVID-19 è stata dichiarata pandemia dall’OMS, con un tasso di mortalità complessivo di circa il 2,3%. I pazienti con COVID-19 che hanno o sono a rischio di malattie cardiovascolari hanno un aumento del tasso di mortalità: il 6% per l’ipertensione, il 7,3% per il diabete e il 10,5% per la malattia cardiovascolare.

La ricerca ha dimostrato che le infezioni respiratorie virali come l’influenza stagionale e il COVID-19 sono fattori di rischio per le malattie cardiovascolari. I pazienti con malattie cardiovascolari sono anche a più alto rischio di complicanze a seguito di infezioni respiratorie virali, tra cui aumento della morbilità, mortalità e utilizzo dell’assistenza sanitaria. I dati attuali suggeriscono che l’infezione influenzale e il nuovo coronavirus condividono sintomi simili all’inizio, principalmente febbre, tosse e mancanza di respiro. Tuttavia, COVID-19 sembra essere più contagioso dell’influenza.

La vaccinazione di routine

“Sebbene COVID-19 e altre infezioni da virus respiratorio siano associate a infarto miocardico acuto e altri eventi cardiovascolari, fino ad oggi l’influenza ha le migliori prove di un’opzione di vaccino sicura per la riduzione del rischio cardiovascolare”, ha detto Jacob A. Udell, cardiologo al Women’s College Hospital e al Peter Munk Cardiac Centre del Toronto General Hospital, Università di Toronto, e autore dell’articolo. “Diversi studi osservazionali e piccoli, randomizzati, hanno suggerito che la vaccinazione antinfluenzale può servire come misura preventiva contro gli esiti cardiovascolari avversi. Tuttavia, nonostante le linee guida internazionali raccomandino la vaccinazione di routine contro l’influenza e lo pneumococco per i pazienti con malattie cardiovascolari, la somministrazione è sostanzialmente carente e spesso non ha priorità, anche al momento di un ricovero per un evento cardiovascolare “.

Tre studi sul vaccino antinfluenzale

Attualmente ci sono tre studi internazionali sui risultati cardiovascolari che esaminano gli effetti cardioprotettivi di diverse formulazioni di vaccini influenzali.

Il trial Influenza Vaccine to Prevent Adverse Vascular Events è uno studio clinico randomizzato controllato con placebo che studia gli eventi cardiovascolari avversi in pazienti con scompenso cardiaco e classe funzionale II-IV della New York Heart Association, in soggetti provenienti da Asia, Medio Oriente e Africa.

Il trial Influenza Vaccination After Myocardial Infarction  è anch’esso uno studio clinico randomizzato, controllato con placebo, che esamina pazienti con infarto miocardico con sopraslivellamento del tratto ST (STEMI) o non STEMI o malattia coronarica stabile (età ≥75 anni) sottoposti ad angiografia coronarica. I dati sono raccolti in Svezia, Danimarca, Norvegia, Repubblica Ceca, Scozia, Lettonia, Australia e Bangladesh.

Un terzo trial, finanziato dal NIH, è in corso negli Stati Uniti e in Canada, l’INfluenza Vaccine to Effectively Stop cardioThoracic Events and Decompensated heart failure, che è il primo studio del suo genere che confronta due diversi tipi di vaccini influenzali, su diverse stagioni influenzali, in pazienti cardiovascolari ad alto rischio, con una storia recente di infarto miocardico o ospedalizzazione per insufficienza cardiaca.

Ridurre il rischio cardiovascolare

“Tre ampi studi in corso sugli esiti cardiovascolari del vaccino antinfluenzale hanno l’opportunità di contribuire ulteriormente alla nostra comprensione delle comorbidità sottostanti in questi pazienti, che potrebbero causare morbilità e mortalità associate all’infezione da COVID-19″, ha detto Udell. “Queste coorti possono essere anche un’opportunità per esplorare nuove terapie di prevenzione delle infezioni, oltre alla vaccinazione antinfluenzale, in pazienti che si sono già offerti volontari per partecipare a uno studio sugli esiti cardiovascolari del vaccino contro il virus respiratorio. Durante lo sviluppo di nuovi vaccini, impareremo anche presto se la vaccinazione antinfluenzale è una terapia efficace, a basso costo e ampiamente disponibile che riduce il rischio cardiovascolare, che possono aiutare ulteriormente a prevenire complicazioni cardiovascolari fatali e non fatali di COVID-19”.

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