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COVID-19: evidenziata una leggera riduzione nell’efficacia dei vaccini contro le varianti del virus

L’attività neutralizzante dei vaccini mRNA Moderna e Pfizer-BioNTech nei confronti del virus SARS-CoV-2 sembra essere lievemente ridotta contro le varianti emerse nel Regno unito e in Sud Africa. Sono questi, in sintesi, i risultati di un piccolo studio, pubblicato sulla rivista Nature, condotto su 20 individui. Quanto emerge dalla ricerca suggerisce che questi vaccini potrebbero dover essere aggiornati periodicamente, per evitare una potenziale perdita di efficacia clinica.

I vaccini a mRNA

Per studiare la risposta degli anticorpi e delle cellule B della memoria ai vaccini a mRNA, Michel Nussenzweig e colleghi hanno raccolto campioni di sangue da 20 individui che avevano ricevuto due dosi del vaccino Moderna mRNA-1273 (14 persone) o del vaccino Pfizer-BioNTech (6 persone).

Le cellule B della memoria sono cellule immunitarie che rimangono nel corpo dopo l’infezione e possono proliferare rapidamente e generare anticorpi contro il virus SARS-CoV-2 in caso di reinfezione.

prima di tutto, gli autori hanno scoperto che i vaccini hanno portato alla produzione di anticorpi neutralizzanti, che hanno mirato agli siti del virus SARS-CoV-2 di quelli prodotti a seguito di un’infezione naturale. Inoltre, hanno osservato che gli individui immunizzati con uno dei due vaccini producevano anticorpi strettamente correlati e quasi identici.

Aggiornare i vaccini e monitorare l’immunità

Per determinare se il plasma degli individui vaccinati potesse neutralizzare le varianti circolanti di SARS-CoV-2, gli autori hanno testato campioni di plasma contro i retrovirus che erano stati modificati per esprimere una delle dieci forme mutanti della proteina spike SARS-CoV-2. Questi includevano le mutazioni del dominio di legame del recettore N501Y, E484K e K417N e una combinazione di tutti e tre. Gli autori hanno scoperto che c’era una diminuzione da una a tre volte nell’attività neutralizzante contro le varianti E484K, N501Y e K417N:E484K:N501Y. Quattordici dei 17 più potenti anticorpi monoclonali testati hanno mostrato una neutralizzazione ridotta delle varianti N501Y, E484K e K417N.

Gli autori osservano che resta da determinare se questi vaccini inducano anticorpi neutralizzanti contro altre parti del virus. Tuttavia, concludono che potrebbe essere necessario aggiornare i vaccini e monitorare l’immunità per compensare l’evoluzione del virus.

Vi segnaliamo che pochi giorni prima della pubblicazione di questa ricerca è stato pubblicato sulla rivista Nature Medicine (vedi il nostro precedente articolo) uno studio simile, condotto sul vaccino Pfizer-BioNTech, che ne evidenziava la sua efficacia, al più lievemente diminuita, contro alcune mutazioni del virus SARS-CoV-2.

 

 

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