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Cancro della prostata: meglio il dosaggio del PSA rispetto alla RMN nello screening di prima linea

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Cancer Research UK

Un’analisi costo-efficacia ha rilevato che lo screening di prima linea per il cancro alla prostata utilizzando la risonanza magnetica biparametrica (bpMRI) è meno conveniente rispetto al test dell’antigene prostatico specifico (PSA). Questo mantenendo la MRI multiparametrica come seconda linea.

Lo studio, pubblicato sulla rivista Annals of Internal Medicine ha inoltre evidenziato che i risultati erano confermati anche presupponendo che la risonanza magnetica fosse eseguita gratuitamente. Un aspetto che dimostra come questi risparmi non erano sufficienti a superare i limiti dell’approccio strumentale di prima linea.

Cancro della prostata: lo screening di prima linea

I ricercatori del Fred Hutchinson Cancer Center, del Beth Israel Deaconess Medical Center e della Mayo Clinic hanno sviluppato un modello di microsimulazione, per valutare l’efficacia comparativa, e il rapporto costo-efficacia, della risonanza magnetica biparametrica rispetto al PSA, per lo screening di prima linea del cancro alla prostata.

Gli autori hanno scoperto che lo screening di prima linea basato sulla risonanza magnetica ha aumentato sostanzialmente i tassi di risultati dei test falsi positivi, fatto aumentare il numero delle biopsie prostatiche e causato una sovradiagnosi della malattia. Tutto questo senza riduzioni proporzionalmente sostanziali della mortalità per cancro alla prostata.

I ricercatori notano inoltre che anche assumendo che non vi siano costi per lo screening di prima linea con risonanza magnetica, il test del PSA di prima linea con risonanza magnetica riflessa, seguito da biopsia prostatica guidata da MRI, con o senza guida da ecografia transrettale, ha comunque comportato costi inferiori e una migliore qualità di vita per i pazienti.

Questi risultati suggeriscono che gli sforzi di screening dovrebbero concentrarsi su strategie che riducano i risultati falsi positivi e le sovradiagnosi per migliorare il rapporto costo-efficacia.

I dati sul rapporto costo-efficacia

Gli autori di un editoriale di accompagnamento del Vanderbilt University Medical Center suggeriscono che le analisi costo-efficacia di alta qualità sono cruciali per comprendere l’effetto dei cambiamenti nella pratica clinica sul sistema sanitario complessivo. Inoltre, questi tipi di analisi forniscono un importante contesto economico che potrebbe rafforzare le linee guida, come riconosciuto dal National Comprehensive Cancer Network.

Gli autori suggeriscono che altre organizzazioni dovrebbero seguire l’esempio incorporando i dati sul rapporto costo-efficacia nelle loro linee guida.

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