Holter pressorio: valori medi delle 24 ore e quelli notturni si associano a mortalità ed eventi cardiovascolari

Per controllare i valori di pressione arteriosa esistono fondamentalmente due metodi principali: attraverso misurazioni eseguite in ambulatorio, con l’utilizzo di un classico sfigmomanometro, o con il monitoraggio Holter delle 24 ore.

Quest’ultimo è un metodo affidabile, consigliato dalle linee guida, che consente di evitare il fenomeno dell’ipertensione da camice bianco. Con questa tecnica si ottengono una serie di misurazioni della pressione arteriosa, sia nelle ore diurne che in quelle notturne, rilevata ad intervalli prestabiliti, che forniscono un quadro preciso del livello pressorio quotidiano.

Quale di questi due metodi è più efficace nella valutazione della mortalità e del rischio cardiovascolare del paziente iperteso?

A questa domanda ha dato risposta un recente studio, pubblicato sulla rivista JAMA, che ha evidenziato come misurazioni più elevate della pressione arteriosa nelle 24 ore e nelle ore notturne siano quelle più fortemente associate ad una maggiore mortalità e al rischio di eventi cardiovascolari.

Ipertensione arteriosa e prognosi clinica

I ricercatori hanno condotto uno studio di coorte, longitudinale, su una popolazione di oltre 11.000 soggetti di differenti nazionalità, inclusi nell’International Database on Ambulatory Blood Pressure in Relation to Cardiovascular Outcome (IDACO). L’età mediana all’arruolamento era di 54,7 anni e il follow-up mediano di 13,8 anni.

In ambulatorio, la pressione arteriosa è stata misurata da infermieri o medici, mediante le letture convenzionali, con uno sfigmomanometro al mercurio standard o con dispositivi automatici, auscultatori o oscillometrici, convalidati. I pazienti erano considerati affetti da ipertensione se i loro valori di pressione erano 140/90 mmHg o maggiori, o se stavano assumendo farmaci antiipertensivi.

Per il monitoraggio ambulatoriale sono stati utilizzati monitor portatili, programmati per ottenere letture a intervalli di 30 minuti durante l’intera giornata o ad intervalli da 15 a 30 minuti durante il giorno e ad intervalli che variavano da 20 a 60 minuti durante la notte.

Gli endpoint coprimari dello studio erano la mortalità totale e un endpoint composito costituito da mortalità cardiovascolare combinata con eventi coronarici non fatali, insufficienza cardiaca e ictus.

Ipertensione arteriosa, mortalità ed eventi cardiovascolari

I risultati dell’analisi hanno evidenziato come entrambi gli endpoint erano significativamente associati a tutti i singoli indici di pressione sistolica.

Considerando i singoli parametri misurati, sono stati però riscontrati indici di rischio differenti.  Per la pressione sistolica notturna, l’hazard ratio relativo alla mortalità totale è risultato di 1,23 e quello per gli eventi cardiovascolari 1,36.

Rispetto a questi stessi due endpoint, la pressione sistolica media delle 24 ore è stata associata ad un hazard ratio di 1,22 e 1,45, rispettivamente.

Dipper o non-dipper

Considerando il comportamento dipper, vale a dire la presenza di una riduzione notturna della pressione arteriosa sistolica e diastolica, questi i relativi indici di rischio rilevati: mortalità totale, incidenza cumulativa a 10 anni, 3,73% per i dipper estremi, 4,08% per i dipper normali, 4,62% per i non-dipper e 5,74% per i dipper inversi; per l’endpoint composito gli indici di rischio erano rispettivamente 4,76%, 5,27%, 5,87% e 7,77%.

I valori da tenere d’occhio

Questo studio aiuta a focalizzare quali sono i valori pressori importanti da considerare nel paziente iperteso. Anche se non sempre eseguito di routine l’Holter delle 24 ore può fornire importanti informazioni sul controllo pressorio.

Quanto emerge da questa ricerca sembra mettere in risalto il particolare significato clinico dei valori di pressione media delle 24 ore e della pressione media nelle ore notturne. Più queste misurazioni sono elevate, maggiore è la mortalità e il rischio di sviluppare eventi cardiovascolari.

Avere le idee più chiare del significato clinico dei molti parametri offerti dall’Holter pressorio potrebbe contribuire alla rivalutazione e ad una maggiore diffusione di questo utile esame.

 

Franco Folino

 

Wen-Yi Yang, et al. Association of Office and Ambulatory Blood Pressure With Mortality and Cardiovascular Outcomes. JAMA. 2019;322(5):409-420.

 

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