Una stampante 3D che funziona anche nello spazio, per produrre pezzi di ricambio

La prima stampante 3D in Europa progettata per l’utilizzo in assenza di gravità, per la stampa di materie plastiche di qualità aerospaziale, ha vinto il prestigioso premio Aerospace Applications Award dallo specialista di design-produzione TCT Magazine.

Una stampante che funziona anche capovolta

La stampante del progetto MELT (Manufacturing of Experimental Layer Technology) della ESA deve essere in grado di operare da qualsiasi orientamento. Deve funzionare capovolta o appoggiata su un fianco, questo per poi poter operare perfettamente anche in condizioni di microgravità a bordo della Stazione Spaziale Internazionale, o in altri contesti aerospaziali.

Basato sul processo di “fuse filament fabrication”, è stato progettato per adattarsi a un rack di carico utile per la stazione spaziale orbitante e per soddisfare i rigorosi standard di sicurezza della stazione.

La stampante MELT può stampare un’ampia varietà di materiali termoplastici dall’ABS (acrilonitrile-butadiene-stirene), come utilizzato in Lego, fino a materiali termoplastici di ingegneria ad alto punto di fusione come PEEK (polieter ether chetone), che è abbastanza robusto da sostituire in alcuni casi anche i materiali metallici.

Pezzi di ricambio prodotti nello spazio, dalla plastica riciclata

“Questa stampante potrebbe essere utilizzata per produrre parti su richiesta per la riparazione e il mantenimento di un habitat orbitale di lunga durata”, spiega Ugo Lafont, ingegnere dei materiali e dei processi dell’ESA. “Questa stampante andrebbe anche a vantaggio delle basi umane sulle superfici planetarie. In modo cruciale, può anche stampare utilizzando plastica riciclata, consentendo una strategia di manutenzione completamente nuova basata sul riutilizzo dei materiali a ciclo chiuso.”

I produttori

La stampante è stata prodotta per ESA da un consorzio guidato da Sonaca Space GmbH insieme a BeeVeryCreative, Active Space Techologies SA e OHB-System AG.

Il progetto MELT è stato supportato dal programma dell’elemento di sviluppo tecnologico dell’ESA, che identifica tecnologie promettenti per lo spazio, quindi ne dimostra la funzionalità.

 

 

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