L’Homo sapiens è ha lasciato l’Africa 150.000 anni prima di quanto si credesse

Un cranio di circa 210.000 anni fa trovato in Grecia rappresenta la prima evidenza della presenza dell’uomo moderno in Eurasia. A riportare questa importante scoperta è un articolo, pubblicato online sulla rivista Nature questa settimana.

Un secondo teschio, ritrovato nel medesimo sito è stato stimato ad un’età di 170.000 anni e ha caratteristiche tipiche di Neanderthal.

L’uomo moderno e la sua presenza in Africa

Queste scoperte forniscono il supporto alle teorie che indicano una precoce dispersione in Africa dell’uomo moderno, raggiungendo un livello superiore a quanto si pensasse in precedenza.

Già le origini della nostra specie sono poste in Africa, dove è stato localizzato il nostro progenitore, l’Homo ergaster. La successiva evoluzione dà origine a l’Homo erectus che ha successivamente colonizzato l’Eurasia. Parliamo di una evoluzione che è iniziata circa 2 milioni di anni fa e che ha portato all’uomo moderno, l’Homo sapiens. La comparsa di quest’ultima specie umana, quella a cui apparteniamo noi, ai giorni nostri, sembra iniziare circa 300.000 anni fa.

Secondo le teorie finora prevalenti, questa specie avrebbe iniziato circa 70.000 anni fa una migrazione che l’avrebbe portata, attraverso un corridoio medio orientale, a colonizzare il nostro pianeta.

La migrazione verso l’Eurasia

L’Europa sud-orientale è considerata un corridoio importante per la dispersione degli uomini moderni provenienti dall’Africa. Due crani umani fossilizzati furono scoperti nella grotta di Apidima, nel sud della Grecia, alla fine degli anni ’70, ma non erano stati descritti in dettaglio a causa della mancanza di un contesto associato e della natura frammentata degli esemplari.

Katerina Harvati e colleghi hanno usato moderne tecniche di datazione e imaging per eseguire un’analisi comparativa dettagliata dei due crani, che sono identificati come Apidima 1 e Apidima 2.

Apidima 2 mostra tratti simili ai Neanderthal, come una cresta frontale arrotondata e spessa (toro sovraorbitario) e risale a oltre 170.000 anni fa. Apidima 1 ha una combinazione di caratteristiche umane e ancestrali moderne, come un cranio posteriore arrotondato, una caratteristica unica per gli esseri umani moderni. Secondo la datazione, ha almeno 210.000 anni, un’epoca ben anteriore a quella dell’H. sapiens più antico in Europa fino ad oggi conosciuto. La sua presenza in questi territori sembra quindi essere precedente di oltre 150.000 anni.

Queste analisi indicano che gli umani moderni si sono dispersi dall’Africa molto prima di quanto si pensasse in precedenza. Secondo gli autori, questi dati supportano l’ipotesi che ci fossero state più dispersioni.

 

 

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