Una missione europea per raccogliere campioni dal suolo di Marte e riportarli a Terra

Il primo viaggio di andata e ritorno sul Pianeta Rosso vedrà un satellite europeo riportare sulla Terra campioni prelevati sul suolo marziano. L’ESA sta aprendo le porte all’industria per costruire l’astronave che consegnerà le preziose rocce, polvere e gas di Marte. La chiave per capire se la vita sia mai esistita sul nostro pianeta vicino.

Questo servizio di trasporto si chiama Earth Return Orbiter e sarà il principale contributo dell’ESA alla campagna Mars Sample Return. L’orbiter dell’ESA trasporterà il sistema di prelievo, conservazione e ritorno a Terra della NASA.

Un programma ambizioso

Dell’ambiziosa serie di missioni previste dall’ESA, in collaborazione con la NASA, fanno parte tre lanci dalla Terra e uno da Marte, il primo in assoluto da un altro pianeta, due rover e una cattura autonoma nell’orbita di Marte.

La campagna mira a riportare almeno 500 grammi di campioni dal cratere Jezero che un tempo conteneva un lago e presenta un antico delta del fiume ancora ben conservato. Le rocce nell’area conservano informazioni sulla diversità geologica di Marte.

Il rover Mars 2020 della NASA, il cui lancio è previsto a luglio 2020, selezionerà scientificamente i migliori campioni da conservare in provette e li depositerà sulla superficie marziana per un successivo recupero.

L’ESA sta inoltre studiando i progetti per un piccolo rover “fetch”, in grado di spostarsi rapidamente sulla superficie marziana per individuare e recuperare i campioni raccolti. Li riporterebbe quindi su un contenitore delle dimensioni di un pallone da calcio che verrebbe poi lanciato con un piccolo razzo: il Mars Ascent System della NASA.

L’Orbiter di ritorno della Terra catturerà il contenitore in orbita e lo trasferirà in modo sicuro sulla Terra, un viaggio di ritorno che richiederà circa 13 mesi.

Un viaggio di andata e ritorno

“Avremo la responsabilità di trovare, raccogliere e trasportare questi preziosi tesori marziani a casa per un’attenta analisi nei laboratori all’avanguardia sul nostro pianeta”, spiega Sanjay Vijendran, coordinatore della campagna Mars Sample Return dell’ESA. “È una caccia al tesoro interplanetaria!”

Earth Return Orbiter è pronto a salire sulla piattaforma di lancio entro il 2026 dallo spazioporto europeo di Kourou, nella Guyana francese.

“La missione sta diventando realtà e siamo orgogliosi di dare all’industria europea la possibilità di partecipare alla sfida”, afferma Orson Sutherland, responsabile dello studio per Earth Return Orbiter.

Le principali sfide sono la propulsione elettrica e la generazione di energia. “Da non dimenticare la ricerca e la navigazione del veicolo spaziale che dovrà fare un rendezvous con il materiale raccolto, in orbita, delle dimensioni di un pallone di calcio, a oltre 50 milioni di chilometri dal controllo a terra”, aggiunge Orson.

La navicella spaziale utilizzerà l’eredità tecnologica della missione scientifica lanciata più di recente dall’ESA, BepiColombo: entrambi utilizzano propulsione elettrica e moduli staccabili a più stadi.

Guarda il video che illustra la missione su Marte

 

 

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