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Se la sindrome metabolica regredisce il rischio cardiovascolare si riduce

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È noto che la sindrome metabolica si associa ad un aumentato rischio di malattie cardiovascolari. Quando i pazienti con sindrome metabolica riescono a correggere la sindrome, questo rischio diminuisce. Lo dimostra uno studio nazionale di coorte basato sulla popolazione pubblicato nei giorni scorsi sulla rivista Annals of Internal Medicine.

La sindrome metabolica

La sindrome metabolica è composta da cinque fattori: circonferenza vita aumentata (≥102 cm negli uomini ≥88 cm nelle donne), trigliceridi elevati (≥150 mg/dl o in trattamento farmacologico), riduzione dei livelli di colesterolo HDL (<40 mg/dl negli uomini, <50 mg/dl nelle donne, o in trattamento farmacologico), ipertensione arteriosa (pressione sistolica ≥130 mmHg o pressione diastolica ≥85 mmHg o in trattamento farmacologico), elevata glicemia a digiuno (≥100 mg/dl o in trattamento farmacologico).

I fattori di rischio che compongono questa sindrome aumentano la probabilità di sviluppare malattie cardiovascolari. Mancavano però prove a livello di popolazione che dimostrassero l’esistenza di un’associazione dinamica tra i cambiamenti nello stato della sindrome metabolica e il livello di rischio per le malattie cardiovascolari.

Uno studio coreano

Per risolvere questo dubbio, i ricercatori del Seoul National University College of Medicine hanno analizzato i dati del National Health Insurance Database della Corea per studiare se il recupero o lo sviluppo della sindrome metabolica in una popolazione è associato a una alterazione del rischio per le malattie cardiovascolari.

Sono state studiate in totale 9.553.042 persone che hanno ricevuto screening sanitari nazionali dal 2009 al 2014. I partecipanti allo studio sono stati divisi in quattro gruppi a seconda del loro stato di sindrome metabolica, durante tre esami di salute generale consecutivi: 1) quelli che sono rimasti cronicamente nello stato di sindrome metabolica; 2) quelli con sindrome metabolica di recente sviluppo; 3) coloro che si sono ripresi dalla sindrome metabolica; 4) e quelli che sono rimasti liberi dalla sindrome metabolica.

Sparisce la sindrome e il rischio diminuisce

I ricercatori hanno confrontato il rischio per lo sviluppo di malattie cardiovascolari tra questi quattro gruppi. Hanno così scoperto che coloro che si erano ripresi dalla sindrome metabolica avevano un rischio inferiore di malattie cardiovascolari rispetto a quelli che erano rimasti nello stato di sindrome metabolica.

D’altra parte, i partecipanti con sindrome metabolica di recente sviluppo avevano un rischio significativamente più elevato di malattie cardiovascolari rispetto a quelli che erano rimasti liberi da questa condizione. Secondo gli autori, questi risultati suggeriscono che gli sforzi non solo per prevenire lo sviluppo dalla sindrome metabolica, ma anche la sua regressione, aiuteranno a ridurre il rischio di malattie cardiovascolari.

 

 

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