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Tra circa un miliardo di anni l’atmosfera della Terra non sarà più ricca di ossigeno

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La terra vista dalla spazio. Courtesy NASA/JPL

Tra circa un miliardo di anni l’atmosfera della Terra, oggi così ricca di ossigeno, tornerà a una composizione in cui sarà il metano a prevalere, mentre l’ossigeno si ridurrà drasticamente. È quanto emerge da una ricerca, pubblicata nei giorni scorsi sulla rivista Nature Geoscience. Questa scoperta suggerisce che l’ossigeno atmosferico non è permanente sui mondi abitabili, il che ha importanti implicazioni per la ricerca della vita su altri pianeti simili alla Terra.

Il ritorno all’atmosfera terrestre di 2,5 miliardi di anni fa

Un indicatore che viene comunemente utilizzato per cercare mondi abitabili al di fuori del Sistema Solare è la presenza di un’atmosfera rilevabile e ricca di ossigeno. Un ambiente quindi che può suggerire l’esistenza di piante e di fenomeni fotosintetici. L’attuale atmosfera della Terra, caratterizzata da alte concentrazioni di ossigeno, è un segno distintivo della sua biosfera. Tuttavia, la durata nel tempo di questo nostro ambiente e di tutte le forme di vita che oggi si basano sull’utilizzo dell’ossigeno è incerta, in particolare per il futuro più lontano.

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Kazumi Ozaki e Christopher Reinhard, della Toho University, di Funabashi, in Giappone, hanno modellato i complessi sistemi della Terra, inclusi i processi climatici, biologici e geologici, per esaminare la scala temporale delle condizioni atmosferiche sulla Terra. Hanno scoperto che l’atmosfera ricca di ossigeno della Terra probabilmente persisterà per un altro miliardo di anni. Successivamente, prevedono uno scenario caratterizzato da una rapida deossigenazione che renderà l’atmosfera simile a quella della Terra primordiale, prima del Grande Evento di ossidazione, avvenuto circa 2,5 miliardi di anni fa.

Gli autori suggeriscono che il rilevamento dell’ossigeno atmosferico sulla Terra potrebbe essere possibile solo per il 20-30% della vita del pianeta. Se lo stesso vale per altri pianeti, sostengono gli autori, allora sono necessarie ulteriori firme biologiche nella ricerca di vita extraterrestre.

 

 

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