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Il Team MAPFRE si aggiudica la seconda tappa della Volvo Ocean Race

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Leg 2. Arrivals from Lisbon to Cape Town. Photo by Ainhoa Sanchez/Volvo Ocean Race. 24 November, 2017.

Lo scafo rosso di MAPFRE è giunto sul traguardo, posto ai piedi della famosissima e imponente Table Mountain alle 16.10.33 (ora italiana) dopo 19 giorni, 1 ora, 10 minuti e 33 secondi di navigazione, vincendo la seconda tappa della Volvo Ocean Race, partita il 5 novembre da Lisbona in Portogallo verso la capitale sudafricana, dopo aver percorso oltre 7.886 miglia, alla ragguardevole media di 17,3 nodi. Con questa vittoria l’equipaggio internazionale di MAPFRE ottiene 8 punti (7+1 punto bonus per la tappa) e si porta in testa alla classifica generale provvisoria con 14 punti.

“Siamo molto felici di vincere questa tappa. Siamo arrivati tutti interi e davanti agli altri, non potremmo desiderare di più.” Ha dichiarato lo skipper Xabi Fernandez pochi secondi dopo aver tagliato la linea. “Gli ultimi giorni sono stati durissimi, abbiamo cercato di non fare errori. Sappiamo che la regata è lunga, nulla è ancora deciso. Sarà sempre una lotta dura, tutti sono veloci e anche i minimi errori si pagano duramente. Questa volta siamo stati fortunati, ne abbiamo fatti pochi ed è perciò che abbiamo vinto.”

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Per la prima parte della tappa, MAPFRE si è visto costretto a inseguire Dongfeng Race Team fino allo scorso fine settimana quando, dopo 14 giorni di regata, l’espertissimo navigatore Juan Vila e lo skipper hanno preso la decisione vincente di strambare e mettere la prima verso sud-ovest, una mossa che gli avversari di Dongfeng non hanno imitato. MAPFRE ha quindi mantenuto il vantaggio tattico fino alle fasi finali e alla linea del traguardo di Città del Capo.

Leg 2. Arrivals from Lisbon to Cape Town. Photo by Ainhoa Sanchez/Volvo Ocean Race. 24 November, 2017.

Il secondo posto è andato ai franco/cinesi di Dongfeng e la terza piazza ai danesi/americani di Vestas 11th Hour Racing.

“E’ un buon secondo posto.” Ha detto o skipper francese Charles  Caudrelier. “A un certo punto speravamo in qualcosa di meglio ma solo alcuni giorni fa la prospettiva era più negativa e abbiamo recuperato molto bene. Complimenti a MAPFRE, hanno fatto meno errori di noi, ma noi non abbiamo mollato, l’equipaggio non si è mai lamentato, hanno semplicemente continuato a lavorare per rientrare… Siamo molto veloci con vento forte, ci abbiamo lavorato molto sopra, e in alcuni momenti eravamo un nodo più veloci degli altri.”  In effetti nel corso di tutta la tappa Dongfeng ha sempre mostrato un’ottima velocità, e il secondo posto si deve ascrivere piuttosto a un errore strategico. Da notare che il team franco/cinese è stato quello che ha percorso la maggiore distanza con 7,901,4 miglia contro le 7.886,5 di MAPFRE.

Sul terzo gradino del podio è salito Vestas 11th Hour Racing, che si era aggiudicato la prima tappa. L’equipaggio guidato dallo skipper statunitense Charlie Enright si è sempre tenuto nel gruppo di testa, ma non è riuscito a trovare il modo di prendere la leadership. “Siamo felici di un risultato da podio, contro degli avversari molto forti.” Ha detto l’americano. “Non siamo completamente soddisfatti di come portiamo la barca, abbiamo ancora molto lavoro da fare, ma stiamo migliorando. Stiamo ancora cercando di essere più veloci e di migliorare l’aspetto decisionale, ma è una regata lunga. C’è tempo per farlo.”

In quarta posizione hanno chiuso gli olandesi di Team Brunel, che sono giunti a Città del Capo nelle prime ore di sabato. A poche miglia dalla capitale sudafricana lo skipper Bouwe Bekking ha inviato un blog da bordo: “Questi ultimi giorni sono stati molto frustranti, abbiamo sempre navigato in aria più leggera e meno favorevole rispetto ai leader, ma non si può farci niente… Come team abbiamo migliorato moltissimo e stiamo imparando a trovare la combinazione migliore di vele. Ci sono sempre dei momenti che, in retrospettiva, ti fanno dire che avresti potuto fare meglio, ma in generale credo che abbiamo fatto un buon lavoro.” A un certo punto della tappa, infatti, Bekking e il suon team stavano insediando la seconda posizione. “Non siamo abbastanza veloci con vento, ma abbiamo capito il perché e quindi abbiamo fiducia per il futuro. E poi tutti stanno bene e si sono divertiti.”

Simili le dichiarazioni del nostro Alberto Bolzan che in un’intervista appena giunto a Città del Capo ha detto: “E’ stata una tappa molto bella, più di quanto ci aspettassimo. Non abbiamo trovato le calme equatoriali, anzi abbiamo avuto bellissimo vento lungo tutta la strada. Nei primissimo giorni abbiamo avuto anche vento forte intorno ai 35/38 nodi e anche oggi arrivando qui una brezza crescente.” Quanto al quarto posto il friulano ha detto: “E’ stata una tappa molto interessante per noi, abbiamo migliorato tanto. C’è ancora tanto da analizzare ma comunque abbiamo fatto un salto in avanti, specialmente per quel che riguarda la velocità della barca, che è una delle cose più importanti in ottica futura. Riguardo al risultato un po’ di amaro in bocca rimane perché avremmo potuto ottenere qualcosa in più ma guardando al futuro siamo contenti.”

Team AkzoNobel si è assicurato il quinto posto nella seconda tappa della Volvo Ocean Race giungendo sulla linea sabato notte. L’equipaggio guidato dall’olandese Simeon Tienpont è riuscito a mantenere la calma, mentre il vento andava quasi completamente svanendo e le due barche che inseguivano erano a meno di 4 miglia. Non capita spesso che un quinto posto abbia il sapore di una vittoria, ma visto quanto serrata era la lotta con SHK/Scallywag e Turn the Tide on Plastic, questo è un risultato che team AkzoNobel accoglie felicemente.

“Abbiamo dovuto sempre lottare.” Ha dichiarato Tienpont. “Naturalmente è deludente non essere riusciti ad entrare nel vento buono. Ma tutti a bordo hanno mantenuto un approccio positivo. Non c’era negatività e abbiamo regatato in armonia fino alla fine. Sono molto felice di questo quando posto ottenuto con una battaglia così dura.” 

Leg 2. Arrivals from Lisbon to Cape Town. Photo by Pedro Martinez/Volvo Ocean Race. 24 November, 2017.

Alle spalle di team AkzoNobel, la regata ha vissuto un finale ancora più intenso ed emozionante. Nel bordo di avvicinamento a Città del Capo Sun Hung Kai/Scallywag aveva un vantaggio di circa due miglia su Turn the Tide on Plastic. Ma l’aria disturbata e leggera creata dal sottovento della Table Mountain, ha ridotto il vantaggio del team di Hong Kong ai minimi termini. A poca distanza dalla linea Dee Caffari e il suo team di giovani sono arrivati a 0,1 miglio (poco meno di duecento metri) dalla barca dello skipper David Witt, dopo oltre 7.500 miglia di navigazione in oceano. Purtroppo però non sono riusciti ad effettuare il sorpasso e si sono dovuti accontentare del settimo posto.

“Abbiamo avuto Scallywag nel mirino fin dal passaggio dell’equatore e il risultato non era affatto scontato. Ci meritavamo di meglio, sono dispiaciutissima per i miei ragazzi.” Ha detto Dee Caffari. “Oggi abbiamo perso un paio di miglia, poi le abbiamo recuperate e siamo arrivati a un paio di lunghezze di distacco. Il mio equipaggio è stato molto bravo e per questo motivo avrei voluto che le cose andassero diversamente sul traguardo.”

“Siamo finalmente arrivati dopo 21 giorni di navigazione, siamo un po’ stanchi.” Ha detto Francesca Clapcich al suo arrivo a Città del Capo. “Purtroppo il risultato non è quello che speravamo e forse nemmeno quello che ci meritavamo dopo tanti giorni di match-race in mezzo all’oceano. Siamo arrivati una lunghezza dietro Scallywag dopo 6.000 miglia… Fa un po’ arrabbiare però abbiamo visto che possiamo giocarcela fino alla fine, abbiamo lottato fino alla fine e anche quando le cose sembravano mettersi male abbiamo sempre lottato per cercare di ritornare in gioco. Penso che ogni volta impariamo cose nuove.” La triestina ha poi dichiarato: “Per me è stata un’esperienza incredibile. E’ un sogno partecipare alla Volvo Ocean Race e lottare per cercare di fare un buon risultato è ancora più incredibile. C’è un po’ d amarezza ma sono contenta di essere arrivata fino qui. Cercheremo di guardare al futuro e vedere un po’ come va.” Ha concluso Francesca Clapcich, con il suo consueto sorriso.

 

David Witt e il suo team hanno resistito all’attacco di Turn the Tide on Plastic per la gran parte della tappa, e solo sulla linea hanno potuto tirare un sospiro di sollievo. Hanno ottenuto la sesta piazza per poco più di un minuto. “Sono stati tutti molto bravi, non hanno mollato.” Ha detto Witt a proposito della tenacia del suo equipaggio. “Siamo un gruppo solido, abbiamo un bella personalità. Dobbiamo restare uniti, continuare a lottare e migliorare.”

Con l’arrivo di tutti e sette i team si è definita la classifica generale che vede i vincitori della seconda tappa, gli spagnoli di MAPFRE in testa con un punto di margine su Vestas 11th Hour Racing, mentre Dongfeng Race Team è un punto dietro.

Ora i velisti si concederanno un meritato riposo, prima del prossimo appuntamento, la In-Port Racein programma per l’8 dicembre. La Leg 3 della Volvo Ocean Race, da Città del Capo a Melbourne in Australia, partirà invece il 10 dicembre.

 

Leg 2 –Results –

 

  1. MAPFRE — FINISHED — 15:10.33 UTC – 19 days, 01h:10m:33s
    2. Dongfeng Race Team — FINISHED — 18:02.39 UTC – 19 days, 04h:02m:39s
    3. Vestas 11th Hour Racing — FINISHED — 19:37.53 UTC – 19 days, 05h:37m:53s
    4. Team Brunel — FINISHED — 00:14.47 UTC – 19 days, 10h:14m:47s
    5. team AkzoNobel — FINISHED — 21:24.40 UTC – 20 days, 07h:24m:40s
    6. Sun Hung Kai/Scallywag — FINISHED — 21:55.21 UTC – 20 days, 07h:55m:21s
    7. Turn the Tide on Plastic — FINISHED — 21:56.29 UTC – 20 days, 07h:56m:29s

 

 

La classifica dopo due tappe

1 2 Extras Total
2 VS11 7 5 1 13
1 MAPF 6 7 1 14
3 DFRT 5 6 11
4 AKZO 4 3 7
6 SHKS 3 2 5
5 TBRU 2 4 6
7 TTOP 1 1 2

 

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franco.folino
Franco Folino è un medico chirurgo, specialista in cardiologia, e un giornalista. Ha iniziato a lavorare come cronista alla fine degli anni settanta, scrivendo articoli per diverse riviste italiane di sport motoristici, e in seguito anche in media televisivi privati, estendendo il suo interesse in altri campi dell’informazione. Ha pubblicato differenti articoli scientifici ed editoriali su prestigiose riviste internazionali. Ha contribuito alla nascita di Newence, diventandone il direttore responsabile dal marzo del 2017.

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