Troppi cibi fritti accorciano la vita

Un recente studio, pubblicato sul British Medical Journal, ha dimostrato come le donne che consumano frequentemente cibi fritti, in particolare il pollo e il pesce, hanno una più elevata mortalità.

Lo studio è condotto in una popolazione femminile degli Stati Uniti, inclusa nel progetto Women’s Health Initiative.

Nutrizione e salute

Una nutrizione sana svolge un ruolo chiave nel mantenimento di una buona salute. Già differenti studi hanno evidenziato come uno dei principali fattori di rischio per morte e disabilità negli Stati Uniti è la scarsa qualità della dieta. I punti critici nel consumo di alimenti riguardano in particolare una scarsa assunzione di frutta, noci, cereali integrali e verdure.

D’altro canto, si è visto come il consumo eccessivo di cibi ricchi di energia, ad alto contenuto di grassi, in particolare grassi saturi e carboidrati raffinati, può portare ad un aumento di peso, all’obesità e rappresentare un rischio per lo sviluppo di malattie cardiovascolari.

Cibi fritti e buona salute: lo studio

Questo nuovo studio nordamericano si è posto come obiettivo quello di valutare l’associazione tra consumo di cibi fritti e la mortalità specifica nelle donne degli Stati Uniti.

Complessivamente, sono state incluse nell’analisi oltre 106.000 donne di età compresa tra i 50 e i 79 anni.

Gli endpoint principali considerati sono stati la mortalità per tutte le cause, la mortalità cardiovascolare e la mortalità per cancro.

Nel corso del follow-up sono stati registrati oltre 30.000 decessi. Per il consumo di cibi fritti, l’hazard ratio è risultato 1,08, quando veniva consumata almeno una porzione al giorno, sia per tutte le cause di mortalità, sia per la mortalità cardiovascolare.

Il consumo di pollo fritto era associato a un più alto rischio di mortalità per tutte le cause (1,13), per almeno una porzione di questo alimento alla settimana, rispetto a nessun consumo. Pur se in misura minore, anche il consumo di pesce o molluschi fritti di almeno una porzione alla settimana era associato a un più alto rischio di mortalità per tutte le cause (HR 1,07).

Al contrario, il consumo totale o specifico di cibo fritto non era generalmente associato alla mortalità per cancro.

Mangiare meno cibi fritti per vivere più a lungo

Anche se gli hazard ratio evidenziati nello studio non sono particolarmente elevati, l’effetto negativo sulla salute indotto dal consumo di cibi fritti è indiscutibile.

Certo sarebbe interessante conoscere con più precisione i metodi di cottura utilizzati e il tipo di olio impiegato per friggere, ma è evidente che in studi condotti su vaste popolazioni, questi sono dettagli spesso difficili da ottenere.

Resta ora da verificare se anche nei maschi, com’è probabile, il cibo fritto eserciti effetti deleteri per la salute.

 

Franco Folino

 

Yangbo Sun, et al. Association of fried food consumption with all cause, cardiovascular, and cancer mortality: prospective cohort study. BMJ 2019;364:k5420.

 

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