Identificato un gene specifico per i disturbi da uso della cannabis

Uno studio di associazione genome-wide, pubblicato nei giorni scorsi su Nature Neuroscience, ha identificato un marcatore genetico per il disturbo da uso di cannabis. Questa variante genica sembra implicata anche nel controllo dei livelli di un recettore del cervello che si lega alla nicotina.

Cannabis e dipendenza

La cannabis è la sostanza psicoattiva illecita più frequentemente utilizzata in tutto il mondo. Circa una persona su dieci ne diventa dipendente. Come con altre forme di dipendenza, il disturbo da uso di cannabis (CUD) si sviluppa con l’uso frequente e dannoso della sostanza e comporta un minore coinvolgimento nei rapporti personali e attività piacevoli e si associa a sintomi di astinenza quando non viene assunta.

Poiché la legalizzazione rende sempre più accessibili i prodotti a base di cannabis, l’incidenza del disturbo dovrebbe aumentare.

Una coorte danese

Ditte Demontis e colleghi hanno utilizzato una coorte danese nazionale per analizzare i genomi di oltre 2.000 individui con CUD e i genomi di quasi 50.000 individui di controllo, per stabilire legami tra varianti genetiche comuni e CUD.

Hanno scoperto che il disturbo era associato a una variante genetica che controlla l’espressione di CHRNA2, un gene che codifica per un recettore del cervello per il neurotrasmettitore acetilcolina, che si lega anche alla nicotina. Gli autori hanno poi replicato questi risultati in un’analisi genetica di ulteriori 5.500 individui con CUD e più di 300.000 individui di controllo di una coorte islandese. Hanno così scoperto che la presenza di un numero complessivo più elevato di varianti genetiche legate alla riduzione delle prestazioni cognitive era associata ad un aumentato rischio di CUD.

Un gene specifico per i disturbi da uso della cannabis

Gli autori concludono che questo è il primo studio su larga scala che collega un gene specifico al CUD. Sono necessarie ulteriori ricerche per comprendere i meccanismi biologici con cui queste differenze genetiche contribuiscono allo sviluppo del disturbo e come queste informazioni potrebbero essere utilizzate per migliorare il trattamento.

 

 

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