C’è un medico a bordo? Un sospetto ictus su un volo di linea, con paresi faciale, ma la diagnosi è differente

Alan J. Hunter della Oregon Health & Science University era un passeggero di un recente volo di linea quando ha risposto alla richiesta di un assistente di volo per un “dottore a bordo”. L’assistente di volo sospettava che un giovane passeggero maschio avesse avuto un ictus, il che avrebbe richiesto un atterraggio di emergenza. Tuttavia, dopo l’esame, il medico ha posto una diagnosi insolita. Questo singolare “Case Report” è stato pubblicato nei giorni scorsi sulla rivista Annals of Internal Medicine.

Atterraggio d’emergenza

Un’emergenza medica durante un volo di una compagnia aerea commerciale può richiedere un atterraggio non pianificato, che interrompe i piani di viaggio ed è molto costoso. Pertanto, è importante conoscere la differenza tra una vera emergenza medica e qualcosa che non richiede uno scalo non pianificato.

Una volta avvicinatosi al passeggero il dottor Hunter ha riscontrato che soffriva di un dolore alle orecchie a insorgenza improvvisa, pronunciava discorsi confusi, sbavava e presentava una completa paresi del lato destro del viso. L’uomo aveva perso le rughe sulla fronte e non poteva chiudere l’occhio destro, ma non aveva sintomi mentali e aveva ancora la sua forza fisica.

È davvero un ictus?

Quando l’uomo ha riferito di essersi recentemente ripreso da un raffreddore e che i suoi sintomi sono iniziati durante la salita in quota dell’aereo il Dr. Hunter ha stabilito che non c’era motivo di dirottare l’aereo. I sintomi dell’uomo erano stati causati dalla diminuzione della pressione atmosferica nella cabina causando un relativo aumento della pressione dell’orecchio medio. Con una tromba di Eustachio bloccata dalle secrezioni la pressione veniva trasmessa direttamente ai rami del settimo nervo cranica, proprio a livello dell’orecchio medio.

Secondo il Dr. Hunter, questa condizione è descritta come barotrauma facciale. Si verifica durante la risalita nei subacquei e raramente durante il volo, durante i viaggi terrestri ad alta quota, dopo alcune operazioni sull’orecchio medio e con alcuni disturbi strutturali dell’orecchio medio. La paralisi si risolve solitamente entro 15-30 minuti dopo le manovre per ridurre la pressione dell’orecchio medio, come sbadigliare, deglutire con le narici pizzicate e la manovra di Valsalva. La respirazione di aria arricchita di ossigeno migliora l’ossigenazione dei tessuti e può essere di giovamento.

 

 

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