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Riattivata la funzione cellulare nei maiali ad un’ora dalla morte

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Nelle scorse settimane la prestigiosa rivista Nature ha pubblicato un articolo che presenta un sistema in grado di ripristinare alcune funzioni molecolari e cellulari e di preservare i tessuti nei suini, quando avviato un’ora dopo la morte. Durante la procedura non è stata osservata alcuna evidenza di attività elettrica cerebrale associata alla normale funzione cerebrale.

Questo approccio potrebbe rappresentare un potenziale metodo per aumentare la disponibilità di organi per il trapianto, sebbene siano necessarie ulteriori ricerche per comprendere le implicazioni e le applicazioni di questi risultati.

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Metodi per preservare i tessuti e promuoverne il recupero

Quando nei mammiferi il flusso sanguigno cessa, la mancanza di ossigeno e la circolazione dei nutrienti innesca una cascata di eventi che portano alla morte cellulare e al danno d’organo. Metodi per preservare i tessuti e promuoverne il recupero sono stati dimostrati in organi isolati, ma l’aumento di tali interventi a livello di tutto il corpo si è rivelato difficile. Nenad Sestan e colleghi adattano una di queste tecnologie – BrainEx, che ha dimostrato di ripristinare alcune funzioni nel cervello dei suini ore dopo la morte – per l’uso su tutto il corpo nei grandi mammiferi.

Il sistema potenziato, denominato OrganEx, è collegato al sistema circolatorio e pompa un fluido contenente fattori che possono contrastare i dannosi squilibri metabolici ed elettrolitici che derivano dall’interruzione del flusso sanguigno. Gli autori hanno testato il sistema nei suini un’ora dopo l’arresto cardiaco e lo hanno confrontato con un sistema più tradizionale per il ripristino della circolazione: un sistema di ossigenazione extracorporea a membrana (ECMO).

Processi di riparazione all’interno del corpo

OrganEx ha dimostrato di preservare l’integrità dei tessuti, ridurre la morte cellulare e ripristinare processi molecolari e cellulari selezionati in più organi vitali, come cuore, cervello, fegato e reni. Gli organi trattati con OrganEx hanno mostrato meno segni di emorragia o gonfiore dei tessuti rispetto a quelli trattati con ECMO. Hanno inoltre valutato i modelli di espressione genica specifici dell’organo e del tipo cellulare, evidenziando che i processi di riparazione si verificano all’interno del corpo.

Gli autori osservano che saranno necessari ulteriori approfondimenti e sviluppi per comprendere appieno il potenziale di OrganEx per aiutare il recupero cellulare dopo la morte o l’interruzione della circolazione sanguigna. I risultati evidenziano una capacità precedentemente non apprezzata del corpo dei mammiferi di riprendersi parzialmente dopo un’interruzione del flusso sanguigno, il che potrebbe aumentare la disponibilità di organi per il trapianto.

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